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« Life plays so many games inside of me, and i've had some distant cries, following. »questo blog contiene oscenità, volgarità, sesso, musica, alcol, rock n'roll, paganesimo, demenza, anarchia, insurrezione, devastazione e spirito hippy. Se avete un problema con una di queste cose o siete fondamentalisti/mormoni/ testimonidigeova fareste meglio a tornare indietro. Adesso. me
![]() ho ingoiato Mary Poppins e l'ho buttata giù con dosi elevate di Sangue di Giuda. Felicemente scapigliata e alquanto edonista. In love with dead people. Assassinante cerbiatti. Affetta da contagiosa "perversione spirituale" neodiagnosticata. J'adore
l'anarchia emotivale menti aperte gli alcolici gli zuccheri la mia famiglia allargata la Red Bull la musica alta da far sanguinare le orecchie le persone indipendenti i cuneesi al rum Je déteste
l'ipocrisia baciaculistico revisionista, colta e incoltaperbenisti, moralisti e altre bestiacce i passivo-aggressivi i piagnucoloni cronici i salutisti sprezzanti i paternalismi chi è incapace di superare i propri pregiudizi Schizofrenia Musicale
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[ martedì, 29 agosto 2006 @ tickoftheclock ] ![]() (© Karincoma - Versus) I veri uomini usano la lacca per capelli, forti molto più dei machisti del principio "il fatto che io abbia tacchi e rossetto non significa che non posso venire lì e romperti il culo", e mentre giungo a questa importantissima illuminazione sfoglio pagine di vita vissuta e consumata al punto che ci si chiede come diavolo abbiano fatto per essere qui a raccontarla. Seduta su un parquet di legno nel silenzio che ci vuole a scegliere quale cd mettere e aspettare che si freddi la Guiness, in reggiseno, pantaloni della tuta e borchie. Mi si sta aprendo un buco, anzi un vero e proprio sguaro, sul ginocchio ma le cose più sono consumate (vissute, si dice, replica il demonietto in spandex appollaiato sulla mia spalla) più mi piacciono. Cosa attestata dalla borsa di stoffa che tra poco si bucherà, dagli anfibi graffiati e scrostati, dai jeans mordibi e lisi dai quali non mi separo manco con il piede di porco. Non ha senso separarsi da qualcosa proprio quando perde l'anonimato da fabbrica e comincia ad assorbire parti della tua personalità, a ricalcare la forma del tuo corpo, ad avere piccoli strappi che tradiscono il tuo modo di camminare o di sederti... quando in altre parole diventa tua davvero. Ho ancora la maglia oversize di quando ero a fine elementari, negli anni '90 andavano di moda le felpe in cui ci si poteva nuotare e mi entra perfettamente ancora adesso... pistole e rose sul davanti, ironicamente, di uno scolorito psichedelico e sulle maniche (strette al polso, in puro stile 1995) ci sono le cuciture di dove mia madre si ostinava a richiudere gli strappi che facevo masticandole o giocando con i gatti di Alice, ed è un pezzo di me tanto quanto i miei vecchi diari con i fogli a quadretti e una calligrafia da procione con il parkinson. C'è troppa calma in questa stanza e io ho bisogno di un po' di sano dolore fisico per lavare via l'inquietudine in fondo allo stomaco... e con questo non intendo i giochini col taglierino di tanti adolescenti scemi che hanno trasformato un problema serio in una *sigh* moda, ma che è ora di farmi fare quel tatuaggio... se solo riuscissi a tenermi i soldi abbastanza a lungo, s'intende. Non voglio una farfallina da catalogo o un tribale di cui non conosco il significato, 50 euro di inchiostro e via, come chi se lo fa fare in serie perché "fa figo". Voglio la mia fata. Voglio il contrasto tra vita e morte inciso nella pelle. Non sono mai stata toccata da un ago, mi sono solo fatta verniciare l'epidermide fino ad ora. Quando per la prima volta mi sono fatta dipingere è stata una sensazione bellissima. Cri ha la mano delicata e ha speso ore a coprire metà del mio corpo con pennellate sottili. Come sensazione è tra l'erotico e il sonnolento, poi ti alzi e sei una creatura strana, con la pelle azzurra e gigli bianchi che ti corrono su per il braccio, con un piccolo drago verde che stringe le spire attorno al tuo ombelico ed il suo gemello viola attorno al polso, ed una fenice rossa che ti invade il fianco, con la coda di fuoco che marchia la coscia. Non c'è nemmeno un minimo fastidio in quell'esperienza ma poi ti rimangono solo le fotografie. Per i tatuaggi devi pagare qualche goccia di sangue, ma il sacrificio è piccolo e accettabile. Per alcuni diventa una specie di droga e lo stesso vale per i piercing. Linda ne aveva 17 solo sulla faccia (orecchie comprese, naturalmente) e altri sparsi per il corpo. Io sono ancora una tela bianca, almeno all'esterno, e bisogna porvi rimedio. Terza sigaretta accesa, arrivata alla scritta Chesterfield ci si alza e ci si veste. Promesso. Il cd ha appena cominciato a girare - ho optato per gli Hanoi Rocks - e mantenere il proposito di scollarmi dalla tana è dura. Voglio incontrare un uomo che non abbia paura di mettere tacchi più alti dei miei, decisamente, e voglio riempire gli spazi bianchi sulla mia carnagione da Biancamorte. (thought Leilani, tasting Napalm) [ disinnesca || commenti (17) ]
[ venerdì, 25 agosto 2006 @ tickoftheclock ] ![]() "Nothin' left open And no time to decide We've stepped into a river On our moonlight drive Let's swim to the moon Let's climb thru the tide You reach a hand to hold me But I can't be your guide Easy to love you as I watch you glide Falling through wet forests On our moonlight drive Moonlight drive" The Doors, Moonlight Drive Esilii cibernetici portano al tuffarsi nel più tradizionale mondo della carta stampata, tra librerie polverose e immersioni nel temibile territorio dei libri già accumulati con l'intenzione semiseria di scovare qualcosa da rileggere una volta che il portafoglio si è lasciato prosciugare da negozi di cd/dvd musicali che offrivano Iggy Pop, Pantera, A Perfect Circle, Rage Against The Machine e Skid Row per ingraziarsi la mia schizofrenia emotiva nonché dvd dei Motley che promettono almeno due ore di zatteroni, capelli simil-bruciati, trucco e ormoni che traboccano. Specialmente se lo si guarda in due e ci si esalta allo stesso tempo. I vicoli genovesi offrono una fauna piuttosto varia e lasciarsi spacciare musica è una tentazione piuttosto forte anche in tempi in cui i centesimi vanno contati. Per fortuna almeno i sogni su Mike Patton e l'Ape Piaggio non costano, altrimenti oltre al polmone che ho venduto per potermi accaparrare i sopraccitati esempi di colonne sonore a variegati stati d'animo più altri due dvd (un concerto dei Doors e la collector's edition di Pulp Fiction che proprio NON POTEVO lasciare sullo scaffale), avrei dovuto dare via quel che resta della mia anima. Ma chi non vorrebbe farsi un giro in moto con Tommy Lee con i pantaloni di pelle e per il resto come mamma l'ha fatto, oppure essere immersa in una vasca da bagno con Vince Neil quando ancora non era modello Winnie the Pooh incrociato con Eric Cartman, o ancora giocare con i piercing di Nikki Sixx in acrobazie illegali in almeno 12 stati conservatori statunitensi? Persino Mick Mars era chiavabile nel lontano 1983 e per chiunque abbia letto The Dirt tutti i suggerimenti sessuali presenti nei video portano a profusi sanguinamenti di narici. Però il gruppo composto da tre ninfomani + una persona seria, per quanto li adori, non è riuscito a stordirmi quanto la prima biografia di Jim Morrison che non lo dipinga come un genio autodistruttivo calcando sui suoi eccessi e la leggenda di bello e maledetto, ma che mostri il lato luminoso della sua personalità. L'amore totale che lui e Pamela provavano l'uno per l'altra al punto che, quando è morto lui, lei si è lasciata uccidere dal dolore, è qualcosa che ti restituisce la malata speranza che esista davvero quel sentimento shakespeariano che in un mondo come questo vedo solo inciso nell'inchiostro di Ai Yazawa o Fuyumi Souryu. Una fatina e un dio pagano. Avrebbero avuto tutti i motivi per essere immensamente felici eppure quando si ha il lupo dentro non si ha mai abbastanza di niente. Nonostante questo l'amore si riflette come cerchi sull'acqua e fanculo una cultura repressiva in cui si può andare in galera per aver mostrato un pezzo di pelle o in cui avere i capelli lunghi è sinonimo di perdizione, persone di una bellezza così totale non credo di averle più viste. Chissà perchè però non è questo che la gente vuole sentire, perchè si ricavano più soldi dalle ferite, dalla morte e dagli errori commessi che non da quanto quella persona è riuscita ad essere felice. Che razza di parassita dell'angoscia è la gente? Quando una persona viene mitizzata, quando si vede il suo volto ovunque dai poster ai portacandele, si affonda nell' assurdità della leggenda e si perde di vista l'eppur semplicissimo concetto che si trattava di un essere umano. E nonostante l'inquietudine sempre presente nelle pupille, quest'uomo è stato amato veramente da una persona a cui dei suoi soldi o dell'idolo davanti a cui le folle si piegavano non importava un accidente. Non è da poco e va ricordato. Ci sono miliardi di persone al mondo che non hanno la più pallida idea di cosa voglia dire essere amati così, eppure ci vogliono far credere che importi di più una follìa da ubriaco come incitare il pubblico a spogliarsi una notte che cinque anni passati a intrecciare la propria anima con quella di un altro. Non era solo un viso perfetto e dei pantaloni di pelle cuciti addosso quello che dovrebbe restare di uno dei più grandi poeti del secolo scorso, ma chi siamo noi piccoli disgraziati malati di rock per poter contrastare le leggi del marketing? (thought Leilani, tasting Napalm) [ disinnesca || commenti (7) ]
[ mercoledì, 16 agosto 2006 @ tickoftheclock ] ![]() (© Ramastom - Making of) Ho comprato quella che si potrebbe dire l’ennesima biografia di Re Lucertola in persona, il profeta folle dei sans-papier di mezzo mondo, il teorico delle Porte. Ma non lo è. E’ la storia di Pam quanto di Jim. Perché perdiamo sempre l’anima a causa dei bastardi talentuosi con l’universo intero racchiuso in pupille che già a diciott’anni mostravano stanchezza di vivere non ne ho idea. Ma è stato così per lei ed è stato così per me. Non ci si può accontentare di trapezisti del vagheggiamento quando si è avuto un assaggio dell'artista che sa tendere i fili del cielo. Non si può. Lo si cerca, sempre. E mentre sono in queste faccende affaccendata, capita anche che la mia bizzarra persona incappi nelle domande dei parenti meno conosciuti che tentano conversazioni di cortesia e ciò porta inevitabilmente alla fatidica questione universitaria. Ci sono due modi per affrontare la situazione: dire la verità e mentire spudoratamente. La verità consisterebbe in un'articolata circonvoluzione lessicale sul come e perchè anzichè studiare mi sia dedicata al consumo industriale di Popper, allo scopare in giro e all'anoressia per riempire il vuoto esistenziale creatosi grazie ad anime gemelle tossicomani, spirali di bugie atte a certificare che "stai bene" anche se erano almeno due anni che la tua corteccia cerebrale aveva preso fuoco rendendoti impossibile anche una scelta semplice ed elementare come quali biscotti mangiare a colazione ed amenità varie. Di più, la colazione si è volatilizzata quando hai preso il ritmo 7-del-mattino/4-del-pomeriggio per dormire, saltando quindi anche il pranzo in favore di un cinque-sei fette biscottate con la marmellata di fragole e/o uno yogurt, seguite da una doccia e dal salto in metro per raggiungere il prossimo club dove attendono gli altri scoppiati. Una possibile variante a questa routine Santracrocesca è rappresentata da divani di amiche, letti di conoscenti e pavimenti coperti da teli per il body-painting (uguale: casa di Cri). Ivan (all'epoca Isabella) che mi insegna a scaldare assenzio e zucchero nel cucchiaino e Miki che mi avvicina innocentemente al naso tubetti di plastica. Tutto considerato, una sana balla si rivela l'ipotesi migliore. E non che io mi rimproveri qualcosa, sono una grande sostenitrice dell'esperienza come metodo di apprendimento nonchè considero onorevole il fatto di aver deciso di battere in ritirata quando, nell'atto di soffermarmi davanti allo specchio del bagno quel tanto che bastava per tamponarmi un naso sanguinante che ancora adesso da problemi, ho notato ossa che non mi ero mai vista e successivamente una faccia che non era più la mia. Ecco la differenza tra me e lo Stregatto, io me ne sono tirata fuori e lui ci si crogiola come una lucertola al sole. Shit happens, you either deal with it or you let yourself be overwhelmed. E io gli angeli preferisco guardarli danzare. (thought Leilani, tasting Napalm) [ disinnesca || commenti (11) ]
[ venerdì, 11 agosto 2006 @ tickoftheclock ] ![]() "So needless to say I'm odds and ends But that's me, stumbling away Slowly learning that life is O.K. Say after me It's no better to be safe than sorry. Take on me Take me on I'll be gone in a day or two." Aha - Take on me Quando si sta sdraiati sulla spiaggia con la luna piena e gli occhi su un cielo più pieno d'aerei che di stelle, la quiete e la tranquillità, l'odore dell'acqua salata e il vento leggero e freddo, fanno venire in mente un sacco di cose. Ti ritrovi a canticchiare "Leaving on a jet plane" e ripercorrere quella scena di Armageddon in cui quella bellissima amadriade di Liv Tyler viene sollevata dal fidanzatino e cantano in maniera stonata il ritornello. O quella degli animal crackers. Cosine sceme che fanno le persone quando si amano, i baci più belli del cinema che si scoprono in film godibili ma senza pretese artistiche, quel tipo di film che ti serve per le serate blockbuster con gli amici e tre kili di gelato, che ti lascia addosso sensazioni dolci, di superficie, senza scavare nel profondo toccando nervi scoperti che era meglio non sfiorare. E' difficile pensare a cose brutte in momenti così. Saremo anche la generazione di Cernobyl, come ci definiva il mio professore di tecnica alle medie, dei ragazzi radioattivi e psicotici, ma certe cose non cambiano mai. Ci saranno sempre sguardi umani che si perdono nel cielo cercando risposte e non trovandone neppure mezza. La differenza tra noi e la gioventude di millesettecento anni fa è che tra noi ci sarà sempre uno che si girerà con aria cospiratoria per sussurrarti all'orecchio: "Timooooon... ti sei mai domandato che cosa siano quei lumicini lassù?"... dimostrazione pratica che la Disney sta alla cucciolata degli anni '80 come il rosa sta a Jem. Gli anni '80 e '90 rappresentano un'infanzia composta, oltre che al film di Natale della Disney nel suo periodo migliore (Beauty and the Beast, Aladdin, La Sirenetta, il Re Leone *__*), da Super Vicki e madri che ne imitano la pettinatura su teste di figlie cinquenni, Jem e le Ologram con il sogno segreto di ognuna di noi di fare la rockstar che infettava il sangue, He-man e She-ra con quei capelli assurdi, Mila e Shiro (che io detestavo cordialmente), Pollon alle sette del mattino, i pupazzoni come Alf e i Muppets, Labyrinth con un David Bowie che ci travia e destina a un futuro di aspiranti groupies con i suoi pantaloni bianchi iperaderenti e il cappottone di vinile viola (e dove vogliamo mettere i capelli cotonati, il sorriso sardonico e i balletti glamour?), Lady Hawke che risveglia la principessa dagli amori travagliati che si annida nel cuore di ogni bambina, Conan e il suo ripetere all'infinito Krom con aria bovina che diventa un intermezzo spezza-silenzi. I Goonies film-manifesto e Cindy Lauper come vocina stridula ricorrente in pomeriggi in bici. C'erano i Cavalieri dello Zodiaco e la parlata teatrale di svariati tizi vestiti di domopak che ci sembravano così belli ed eterei, Holly e Benji e i campi da gioco infiniti, Bia e Ransie che saranno sempre streghe migliori di tutte le Witch di questo mondo, tutte le varie ed eventuali Creamy di cui seguivamo il tour, Sailor Moon e le guerriere in gonnellino in cui ognuna di noi aveva trovato un alter ego, Lady Oscar riscatto di ogni fiocchettino imposto da madri che tenevano alla femminilità delle figlie, Ken il guerriero che con una ditata faceva zampillare dodici litri di sangue all'avversario, il Conte Dacula con la cameriera spaccamuri... i Gummi che rimbalzano alle cinque di pomeriggio appena tornati dal parco, i primi passaggi di Dragon Ball non macellato da Mediaset sulle reti private, gli orsetti del cuore che all'epoca non davano la stessa sensazione di avere la testa infilata di forza nella melassa... i ciucci di plastica attaccati ovunque... le superga blu... gli arcade alla sala giochi, i tornei di Mortal Kombat e Street Fighter fatti pigiando su quei tastoni verdi/gialli/rossi e maneggiando quella leva scomodissima, i telefilm americani saturi di giovani idoli della situazione oggi miseramente scomparsi o ingrassati come scrofe (con l'eccezione di John Stamos di Full House - aka "zio Jesse" - che modestamente rimane un gran fico), i telefilm francesi come Primi Baci dopo dei quali tragicamente tutti i bambini della prima elementare quando tu eri in quinta avevano fratellini che si chiamavano Etienne, Lupin all'ora di pranzo, quel rincoglionito di Sampei, Alvin rock n' roll e Topolino a millenovecentolire. Ranma da guardare a casa della migliore amica cantando religiosamente tutta la insensatissima sigla. Il video di Take on Me visto su videomusic, non mtv. Quando avevo l'età di mia sorella e incidenti a parte la mia massima preoccupazione era quale tipo di succo di frutta aveva comprato la mamma oppure se potevo avere pane e nutella a merenda. La cosa triste è che quando ti accorgi effettivamente di avere nostaglia di un passato, quando noti un cambiamento nei vestiti e nei capelli della gente intorno, ti accorgi che stai diventando adulta. I cartoni più cattivi come i Simpson, Celebrity Deathmatch, Daria, Beavis & Butthead scoperti a tredici anni ma che mi porto dietro anche adesso fortunatamente sono in grado di ricordarmi che sono ancora piccola abbastanza da mettere Slippery when wet nello stereo e saltellare usando il deodorante come microfono mentre canto "Shot through the heart and you're to blame, you give looooove a bad nameeee"... (thought Leilani, tasting Napalm) [ disinnesca || commenti (21) ]
[ venerdì, 04 agosto 2006 @ tickoftheclock ] ![]() ![]() Voglio essere chiusa nella villa di Playboy con Christine Dolce (altrimenti conosciuta come Forbidden) e Jeffree Star. Voglio queste due dive un po' stronze come nuovi guru. Voglio infilarmi tra le cosce di questa icona-similgroupie bionda, con delle tette inumane e dalle unghie crudelmente lunghe. Voglio mettermi i suoi jeans fatti a brandelli. Voglio delle zeppe alte quanto quelle di Jeffree. Voglio infilare la lingua tra le sue labbra rosse. Voglio essere riprogrammata per diventare la peggiore bastarda sulla faccia della terra. Possibilmente in una jacuzzi gigantesca e un bicchiere di champagne. Voglio essere egoista, voglio essere egocentrica. Teach me. Mi voglio addormentare in pieno Harajuku. Sulla strada, con il viso rivolto al cielo, vestita come una bambola gotica polverosa. Con i capelli pieni di nastri neri, con le calze a strisce nere e azzurre che portava Toshiya qualche anno fa. Voglio addormentarmi sull'asfalto di una città in cui nessuno capisce quello che dico e in cui non sono in grado di recepire più di tre parole ogni settecentosettantasette. Voglio un torace semi-scheletrico a cui appoggiarmi e una fatina dagli occhi a mandorla con i capelli tinti di viola che mi scrive haiku sul ventre con un pennarello nero. Let me rest. Voglio lasciare il controllo per qualche ora. Voglio non essere responsabile di me o delle mie azioni. Voglio essere un pixie senza concezione del bene e del male. Voglio essere alta 10 cm, avere la pelle blu fumogeno, gli occhi completamente neri e due ali piccolissime e trasparenti. Voglio dormire dentro una campanula ed essere un piccolo esserino con la propensione ai giochetti che fanno impazzire la gente, come volare dentro un abbaino soltanto per spostare gli oggetti sulla scrivania di qualcuno che non crede neppure alla mia esistenza. Nascondere penne dentro i cassetti della biancheria e braccialetti nello scolapasta. Senza un vero perché. Bake cookies for me and I'll leave you alone. Qualsiasi cosa che non sia essere intrappolati in questa maledetta monotonia fatta di moduli, prescrizioni, segreterie che non rispondono, impiegati postali perennemente incazzati, bollette, fatture, pubblicità in cassetta, sentimenti simulati da schermi tv che catalizzano l'attenzione di operatrici che dovrebbero occuparsi di te per almeno sei secondi alla volta. Please. "Never knew we were living in a world With a mind that could be so sure Never knew we were living in a world With a mind that could be so small Never knew we were living in a world And the world is an open court Maybe we don't want to live in a world Where innocence is so short" Silverchair - Anthem for the year 2000 (thought Leilani, tasting Napalm) [ disinnesca || commenti (38) ]
[ martedì, 01 agosto 2006 @ tickoftheclock ] ![]() (Ville, because he's fucking pretty to look at) "Good God, bless my soul I need a fix of rock 'n roll Come on baby you gotta wait and see You better hurry To get a piece of me" Skid Row - Piece of me Comincio seriamente ad avere il raggelante e terrificante sospetto che mia nonna abbia ragione quando dice che ho troppi cd. Per raggiungere la postazione ho dovuto scavalcare Transformer di Lou Reed, Grace di Jeff Buckley, la colonna sonora di Trainspotting, un cd un po' insulso degli HIM in cui però c'è una canzone che merita l'acquisto, il nuovo doppio cd dei Red Hot (meh), Dirt degli Alice in Chains, un best of degli Skid Row, il cd tarocco dei Velvet Revolver, l'Ep Lies dei Guns n Roses, vario ed eventuale materiale Mötley Crüe, Violent Femmes (si anche io me ne stupisco), The Downward Spiral dei Nine Inch Nails e roba varia dei The Cure. Sono tutti dischi che vale la pena avere, giuro. Non come se avessi avuto i Blue sul pavimento, no? Se qualcuno si stesse chiedendo perchè la metà dei miei cd vanno dagli anni '90 in giù - in altre parole tutta musica del secolo scorso - è perché sinceramente negli ultimi tempi riesco a trovare ben poco che superi l'entusiasmo dei primi cinque minuti e poi diventi maledettamente noioso. Sapendo a memoria l'intera (anche perché per ora breve) discografia di A7x, Trivium, Bullet for my Valentine e Bullets and Octane (rock come non ne esiste più, peccato che in Italia non se ne parli affatto), nonché essendo di umore troppo instabile per Lost Prophets o altri gruppi più soft (mi sono sparata Ghost e l'ultima puntata di Grey's Anatomy in una sola giornata, se prima avevo mal di testa dopo tutto quello che ho pianto ho i solchi nel cervello - fottuti ormoni e fottute pillole), non mi resta che un po' di glam senza una vera e propria coscienza. Mezza boccetta di Novalgina e una buona cuccia. Perché il mal di testa non è una buona scusa per non lasciarsi salvare l'anima che non ho dagli urli acuti di qualcun altro. Per far stare un secondo zitti tutti i pensieri malsani che mi percorrono come cimici il cranio, polverizzati da Quicksand Jesus e dalla voce di Sebastian Bach che vola su varie immagini della sua testa biondocrinita. Persino Torek e Flame, gli uomini perfetti partoriti dalla mente geniale della Socia Suprema Incontrastata (la paperella che dice Oh Boia! non riesco a smettere di guardarla, Zà, giuro), non disdegnano. E non so che darei per essere anche io in una Jacuzzi piena di schiuma, con In a darkened room nell'aria insieme alle nuvolette di fumo e un capellone tatuato che brandisce papere di gomma mentre si intrufola in acqua a tradimento. Non voglio pensare al testo di Wasted Time né alla botta di realtà che ho avuto con i film di oggi, guardacaso entrambi con protagoniste che vedono morire gli uomini della loro vita (che cazzo di senso dell'umorismo che ha l'Universo, i miei complimenti) e non voglio passare altre ore a preoccuparmi per uno Stregatto randagio qualunque. Alziamo la musica, anche se sono le due del mattino passate, accendiamoci un'altra sigaretta. Chiudiamo gli occhi mentre muoviamo i fianchi fuori tempo, i piedi scalzi su un parquet diventato gelido per il condizionatore che vomita aria fredda non stop da tutta la giornata."Some peace of mind by mistake". Il cuore, inteso come muscolo, è dannatamente importante. Anche il mio fa scherzi ogni tanto, andando troppo veloce o incantandosi come se si dimenticasse di dover battere. Ma se ha sempre funzionato bene non c'è ragione di pensarci e quindi dimentichiamo che senza quel battito, quel ritmo pacifico e costante, siamo come bambole rotte. Metaforicamente ci scopriamo spesso le costole con aria di sfida, senza vere difese, perché qualcuno veda quel cuore, il suo battito, quanto siamo vivi. Perché qualcuno si innamori della vita che ci scorre dentro. A volte ci prendiamo una quadrella dritta al centro del petto. E a volte non sappiamo più come toglierla. Forse lo farà la prossima anima persa che vorrà contarci le costole e baciarci le cicatrici. Forse dobbiamo farlo da soli. In ogni caso ci sono quei momenti in cui non solo la lasci lì dov'è, ma vuoi dimostrarle a tutti i costi che il tuo cuore può battere lo stesso, nonostante la sua presenza. E nemmeno t'importa di quanto ancora dovrai tenerla conficcata nello sterno, perché se vuoi puoi anche non sentire dolore. (thought Leilani, tasting Napalm) [ disinnesca || commenti (16) ]
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