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« Life plays so many games inside of me, and i've had some distant cries, following. »
(Colbie Caillat)
questo blog contiene oscenità, volgarità, sesso, musica, alcol, rock n'roll, paganesimo, demenza, anarchia, insurrezione, devastazione e spirito hippy. Se avete un problema con una di queste cose o siete fondamentalisti/mormoni/ testimonidigeova/ciellini fareste meglio a tornare indietro. Adesso.

me
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ho ingoiato Mary Poppins e l'ho buttata giù con dosi elevate di Sangue di Giuda. Felicemente scapigliata e alquanto edonista. In love with dead people. Assassinante cerbiatti. Affetta da contagiosa "perversione spirituale" neodiagnosticata. Nonostante ciò, Gesù continua a dare ragione a me. Sucate.

J'adore
l'anarchia emotiva
le menti aperte
gli alcolici
gli zuccheri
la mia famiglia allargata
la Red Bull
la musica alta da far sanguinare le orecchie
le persone indipendenti
i cuneesi al rum

Je déteste
l'ipocrisia baciaculistico revisionista, colta e incolta
perbenisti, moralisti e altre bestiacce
i passivo-aggressivi
i piagnucoloni cronici
i salutisti sprezzanti
i paternalismi
chi è incapace di superare i propri pregiudizi

Schizofrenia Musicale
In no particular order e non esclusivamente:


Alice Cooper, Bad Religion, Nirvana, Horrorpops, Yeah Yeah Yeahs, Avenged Sevenfold, Rammstein, Die Toten Hosen, Dresden Dolls, NIN, Tool, Aphex Twin, Afterhours, Alkaline Trio, AFI, Weezer, Funeral For A Friend, The Cure, Iggy Pop, Velvet Underground, Lou Reed, Patti Smith, Ani DiFranco, Siouxie & The Banshees, Interpol, The Editors, The Horrors, Tom Waits, The Clash, Dropkick Murphys, Flogging Molly, Lacuna Coil, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jefferson Airplane, Rolling Stones, Blue Oyster Cult, Sigur Ros, Ska-P, Rancid, NOFX, Green Day, Cranberries, Millencolin, System Of A Down, Story Of The Year, The Distillers, Linea77, Misfits, Tre Allegri Ragazzi Morti, The Beatles, The Who, David Bowie, Led Zeppelin, The Doors, Black Sabbath, Metallica, Judas Priest, Ministri, Marlene Kuntz, Smashing Pumpkins, Dir en Grey, Maximum the Hormone, Moi dix Mois, Bjork, Ashram, Nick Cave, Vast, Hannah Fury, Skunk Anansie, Ramones, Sex Pistols, PiL, The Wombats, Portishead, Guns 'n Roses, Jane's Addiction, Bullets and Octane, Motley Crue, Poison, Twisted Sister, Kiss, Queen, Eels, Hanoi Rocks, Hardcore Superstar, Backyard Babies, Motorhead, AC/DC, Iron Maiden, Metallica, Trivium, Aerosmith, Enigma, Bauhaus, Mindless Self Indulgence, Faith No More, Tomahawk, Fantomas, Mr Bungle, Tying Tiffany, Leonard Cohen, Van Morrison, Atari Teenage Riot, CSS, Coldplay, Billy Talent et cetera...



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"Le maggioranze hanno la cattiva abitudine di guardarsi alle spalle e di contarsi, di dire 'siamo seicento milioni, siamo un miliardo e duecento milioni' e approfittando del fatto di essere così numerose pensano di poter essere in grado, di avere il diritto soprattutto, di vessare, di umiliare le minoranze." Fabrizio De André

"Il requisito fondamentale di una società multiculturale è che nessuna cultura abbia diritto di veto, di prevaricazione o peggio di minaccia sulle altre." Michele Serra

"E' meglio uno col rimmel che uno con la spranga." Luciana Littizzetto

"Il bello della guerra è che ogni capo degli assassini fa benedire le proprie bandiere e invoca solennemente Dio prima di dedicarsi a sterminare il prossimo." Voltaire

"E' la realtà che è una versione distorta della pazzia" Guts80

“I like your Christ, I do not like your Christians. Your Christians are so unlike your Christ.” Mahatma Ghandhi

"We're all living the same life...we just express it differently" Gale Harold

"Non c'è un segreto della vita. Il fine della vita, se ve ne è uno, è quello di andare sempre alla ricerca di tentazioni. Non ce ne sono abbastanza: mi capita delle volte di passare un'intera giornata senza imbattermi in una sola tentazione. Fa davvero tristezza la cosa, fa tanto temere per il futuro..." Oscar Wilde

"Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza" Benjamin Franklin

"A quella parte di fan dei Nirvana che non condividono il nostro antirazzismo e il nostro essere filo-gay,dico di andare a farsi fottere e di lasciarci perdere...Razzisti e figomani devono starsene alla larga dai nostri concerti e che evitino pure di comprare i nostri dischi..." Kurt Cobain

"Un cervello limitato contiene una quantità illimitata di idiozie" Stanislaw Lec

"Molte persone credono di pensare ma in realtà stanno solo riorganizzando i loro pregiudizi" William James

"Chi porta il paraocchi, si ricordi che del completo fanno parte il morso e la sferza." Stanislaw Lec

"Tutti vogliono il vostro bene. Non fatevelo portar via." Stanislaw Lec

"La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta" T.W. Adorno

"Lo stolto che conosce la propria stoltezza è saggio almeno per questo: lo sciocco che si ritiene un saggio, quegli è veramente ciò che si chiama uno scemo" Buddha

"Stare a riflettere e scervellarsi conta poco, perchè poi non si fa ciò che si pensa, ma ogni passo, in fondo, è senza riflessione, così come lo vuole il cuore" H.Hesse

"La poesia non cerca seguaci, cerca amanti" Federico Garcìa Lorca

"Se c'è qualcosa che è immorale è la banalità" Afterhours

"L'egoismo non consiste nel vivere secondo i propri desideri, ma nel pretendere che gli altri vivano a quel modo che noi vogliamo. L'altruismo consiste nel vivere e lasciar vivere." Oscar Wilde

"E' il mondo che è malato. Io sto bene." Byron

"Le apparenze esistono per guardare oltre, giacché il cuore più grande può battere nell'essere più piccolo e singolare. Chi chiude gli occhi per presunzione non scoprirà questo preziosissimo tesoro né in se stesso né negli altri." dal 'Libro delle massime di un morto sconosciuto', in "Raccolte e lettere filosofiche", conservato nel Tempio delle Cento Colonne, eretto in onore di Palandiell a Zamina, regno di Ran Ribastar

"Ti dirò questo, nessuna ricompensa eterna ci perdonerà adesso per aver sprecato l'alba" - Jim Morrison, The Wasp

"Maybe some women aren't meant to be tamed. Maybe they're supposed to run wild until they find someone -- just as wild -- to run with." - Carrie Bradshaw

"Honestly, I like everything, boyish girls, girlish boys, the heavy and the skinny." Angelina Jolie

"I think all women go through periods where we hate this about ourselves, we don't like that. It's great to get to a place where you dismiss anything you're worried about. I find flaws attractive. I find scars attractive." Angelina Jolie


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distribuito su trashcookie and more.
testo: colbie caillat.




to be perfectly honest I don't know quite what else to do
[ giovedì, 19 novembre 2009 @ tickoftheclock ]



"Oh the clever
things I should say to you
They got stuck somewhere
Stuck between me and you"

Ida Maria - I like you so much better when you're naked


A volte mi sento come Carolyn Burnham, che si fa venire un esaurimento nervoso in una casa vuota e poi si prende a schiaffi dandosi della bambina per riprendere la sua maschera da donna-carroarmato.
American Beauty non è un film, è un monito.
Per tutti noi maniaci dell'autocontrollo, per le supernove racchiuse in strisce di pelle con le cuciture che minacciano di saltare dai confini delle costole. Ingoiare tutto non è sempre la soluzione migliore ma a volte è l'unica possibile.
O meglio così uno si ripete, mentre si spazzola i capelli fino a frantumarseli e si pianta lo spazzolino nelle gengive con più forza di quanto dovrebbe, bestemmiando schiuma di mentadent.
Eccetto la breve ma coraggiosa incursione di un fidanzato impavido, sono bloccata nella stessa stanza da più di una settimana in compagnia del mio virus e con una momentanea trasformazione nella maschera di Brazil, sinceramente una delle esperienze meno divertenti della mia vita, tanto per poter spuntare le caselline cortisone e steroidi dalla lista di roba che il mio organismo s'è ciucciato nell'ultimo anno e mezzo.

Il trucco è cercare di non pensare a tutto quello che mi sono persa grazie alle falle nel mio sistema immunitario. Credo mi sia bastato svegliarmi con la faccia semiparalizzata, affrontare anche una svolta alla Jack Torrance sarebbe troppo per una sola settimana.
Ammazzo la noia leggendo di Bunny Munro che si autodistrugge con la sua ossessione per la vagina e del povero bambino che si tira dietro (perchè anche questo genere di pervertiti produce dei figli, anche se non è minimamente in grado di prendersene cura, pensateci quando storcete il naso davanti ai distributori della durex fuori dalle scuole) e sparandomi per intero le prime tre stagioni di The Office. Ho sentito abbastanza disavventure da ufficio per sapere che non è un prodotto di fantasia, ma se mi date una scrivania vicino a quella di Dwight posso anche starci. Una fonte di divertimento sadico costante, sotto forma di tortura psicologica ai danni di un giganerd vagamente asociale con aspirazioni di dominazione aziendale, sembra essere la chiave per mantenere la salute mentale.

Voglio diventare un personaggio secondario di Julien Temple o di Nick Cave. Una colorata idiozia anni '80 quale sono ha solo bisogno di una spinta per scrollarsi di dosso gli sterili doppiozero e vuotare la sua coattaggine su un mondo impreparato. Ore e ore di youtube con la febbre oltre i 38 a guardare provini falliti del grande fratello e politica interna (il che è pericolosamente la stessa cosa) mi ha fatto domandare cosa ne sarebbe stato di me se fossi stata un po' meno freak e un po' più popolarmente cretina. Forse sarei stata più felice se fossi stata convinta che la mia più grande aspirazione poteva essere infilarmi un paio di pantaloncini strizzacellulite di lamè dorato e masticare virgosol a bocca aperta davanti a una telecamera con un povero cristo che cerca di tirarmi fuori una frase intelligente, mentre io vago per il mondo convinta che London si scriva L'ohndon e che il mio motto sia la mia simpatia. Poi la febbre mi passa e mi viene solo voglia di mangiarmi una tavoletta di ritter sport alle nocciole per allontanare la strisciante disperazione.
Qualcuno mi tiri fuori da questo letto.
 


(thought Leilani, tasting Napalm)

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tooth fairy
[ domenica, 08 novembre 2009 @ tickoftheclock ]



"We talk about it all night long
We define our moral ground
But when I crawl into your arms
Everything comes tumbling down"


Nick Cave & The Bad Seeds - The Ship Song


Chiunque sia così folle da voler chiedere la mia gelida mano dal polso ossuto in handfasting o simili cerimonie, dovrà tenere conto delle maledizioni ancestrali che pesano sul mio albero genealogico come un gufo ciccione.
Da una parte c'è un considerevole talento nello sfuggire alle grinfie della morte, ove la mia personale aggiunta è testimoniata dall'abilità con la quale ho schivato un televisore catodico di svariati chili che mi stava per sfondare il cranio nel lontano 1990, dall'altra non sembriamo capaci di evitare gli ospedali per un tempo superiore ai quattro mesi e le tare ereditarie (problemi di pressione, cancro, patologie psichiatriche varie, manie depressive, suicidi - la media della famiglia Addams insomma) abbondano come il botulino sulla faccia di Madonna.
Da noi la fatina dei denti regala Xanax e l'unico motivo per il quale ho smesso di curare la mia pluriennale insonnia con il Laroxyl è perchè quel maledetto del neurologo non mi ha avvertito che fa ingrassare come maiali, cosa che mi avrebbe tolto il sonno più di quanto la chimica odierna possa riparare.

Oltre alle bizzarrie ereditarie, ci sono quelle esclusivamente mie: orgogliosa probabile capostipite di una lunga tradizione di freak. Non saranno mai in grado di colpire un pallone da pallavolo, ma sapranno milioni di gustosi aneddoti su qualsiasi oscuro argomento non adatto alle cene di lavoro.
Mentre le altre bambine progettavano staccionate bianche, collane di perle e tacchi alti io ero trincerata dietro a un muro di carta stampata a sognare di diventare una menade come Maryanne in True Blood (magari meno l'epilessia), tormentando i mortali in attesa di un tributo in alcohol. Sono cose da tenere in considerazione, perchè la normalità tende a fuggire quando si tratta dei miei cromosomi e i miei futuri eventuali pargoli saranno portatori delle stesse assurdità. Il che può anche essere divertente, per chi ha il giusto senso dell'umorismo.

Quello e l'essere disposti a raccogliere capelli rossi da ogni anfratto della casa per il resto della vita, senza menzionare quelli che si insinuano in vestiti, cuscini, tazze, persino biancheria intima. Un giorno si raccoglieranno per formare una nuova specie, utilizzando i gatti di polvere come collante, un golem al retrogusto di shampoo all'albicocca, ma state pur certi che se questa è la cosa più strana che vi capita vivendo con me, siete stati abbastanza fortunati da cacciare quel gufo panciuto giù dal ramo abbastanza velocemente.

(thought Leilani, tasting Napalm)

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Elementary penguins singing Hare Krishna
[ lunedì, 26 ottobre 2009 @ tickoftheclock ]



"Sitting in an English garden waiting for the sun.
If the sun don't come, you get a tan
From standing in the English rain."


Beatles - I am the walrus

Il Dente si è svegliato, Campanellino mi svolazza sulla testa armata di ago e filo proponendomi allegramente di cucirmi la gengiva per ripicca e tracanno novalgina come Hemingway mandava giù whiskey (when you are cold and wet what else can warm you?). Masticare lampadine sarebbe meno doloroso. Per coccolare un cervello sconvolto ho attivato il buco nero succhia neuroni che è The Beatles: Rockband e mi faccio venire calletti sulle dita a forza di pigiare tastoni plasticosi mentre Lucy è nel cielo con i diamanti, comprendendo non senza sorpresa che in fondo John Lennon mi fa sesso pure in pixel e così pure il sempre sottovalutato George Harrison, saranno le orecchie. La musica cinquant'anni fa era molto meno incazzata. Sembrava contasse di più montarsi come pecorelle e farsi stupendi trip colorati succhiando tulipani. La mia indole ormonalmente iperattiva e poco violenta ringrazia di aver finito il liceo prima che andasse di moda lo stupro di gruppo e il marchio a fuoco.

Di questi tempi le mie ridotte funzioni neurali sono ancora più basilari e mi nutro di film inquietanti e facilmente comprensibili incrociati durante lo zapping, come Planet Terror ieri sera che mi ha regalato sogni confusi di Tarantino stupratore con il pene decomposto e di threesomes con Fergie e Rose McGowan a cavallo di una moto. Un fantastico ensemble di persone che adoro in due orette di pulp sanguinolento e senza senso.
Donna dei miei sogni a parte, come non amare Freddy Rodriguez con i tatuaggi fatti a penna, Sayid chimico/terrorista con la panzetta alcolica e Lapidus che scopre il potere del sangue sulla salsa per barbecue, nonché la bionda dottoressa biadesiva che infilza la gente con le siringhe colorate quando non si sta facendo miss Black Eyed Peas alle spalle del marito folle e/o è in preda a un esaurimento nervoso. Me in versione Barbie.

Sogno ad occhi aperti una collaborazione tra un regista a caso fra Tarantino, Eli Roth e Rodriguez con i Rammstein per il video di Waidmanns Heil, che peraltro è destinata a spaccare culi live per la gioia di chi può andare in Tedeschia a vederseli, 'sti bastardi che si rifiutano (a ragione immagino) di suonare qui. Dato lo stato delle mie finanze, in Deutschland al massimo posso andarci con questi mezzi, dandomi nel frattempo come obiettivo del mese di rispolverare il mio pessimo francese e di imparare da zero virgola uno la lingua dei manzi per potergli mandare un colorato cazziatone in due lingue che sembrano apprezzare.

Liebe ist fur alle da, ma in special modo per chi ha inventato la Novalgina e chi si batte ogni giorno per l'uso medico delle erbe di madre natura, che ora non sarebbero un'idea malvagia. Musica e cinema come sempre mi salvano la psiche o forse me la stanno lentamente guastando e sono talmente assuefatta da non accorgermene, come sosterrebbe il Moige, ma hanno il mio cuore dai tempi di Biancaneve sadomaso e ora è tardi per riconvertirmi alle appassionanti nenie sui piccioni.

(thought Leilani, tasting Napalm)

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Fukù
[ lunedì, 12 ottobre 2009 @ tickoftheclock ]



"que los llevan por donde les conviene
y es nuestro sudor lo que los mantiene
los mantiene comiendo pan caliente
ese pan es el pan de nuestra gente

dame dame dame dame todo el power
para que te demos en la madre
gimme gimme gimme gimme todo el poder
so I can come around to joder
"


Molotov - Gimma tha power


Chainsmoking, con la testa a Santo Domingo/Ciudad Trujillo grazie a Junot Diaz.
Io ci credo, nel fukù.
Credo alle maledizioni portate avanti per generazioni, alle superstizioni di paese e ai metodi della nonna per scacciare gli spiriti maligni, al fatto che più che con l'Europa noi italiani, maestri dell'arrangiarsi e del malocchio quanto dell'essere sfruttati, abbiamo cose in comune con i sudamericani, ma questa è la mia opinione di testolina malata cresciuta a strisce di Quino e traviata da Medina Reyes.
Sono bianca come un A4 e delicata come ogni topo di biblioteca, ma quando leggo le parti di Lola mi ci rivedo, a leggere storie di fuga come La Collina dei conigli e a progettarne di mie senza un vero perché, fortunatamente più simile a lei che a Oscar. L'ho presa da mio padre, come un germe. Siamo tutti la combinazione di decine di altri e quando sforneremo a nostra volta piccoli esseri umani con gli occhi grandi loro avranno dentro qualcosa di noi, che siano ossessioni, artriti, nei o bisogni primari che non siamo mai riusciti a soddisfare e che abbiamo passato di mano perché possano finalmente essere liberati.

Una vita sola non è mai abbastanza. Per ottenere una storia decente devi trascinarne frammenti attraverso il sangue di un paio di secoli di schizzi di te stesso, come avresti dovuto essere.
E devi dare spallate a tutti gli aspiranti Trujillo di questo mondo, che se pensiamo di essere capitati male con un ninfomane mafiosetto possiamo dirci che almeno abbiamo già dato con il mascellone una cinquantina d'anni fa e a questo più di certi livelli non è lecito mirare per leggi storiche.
E' che la spinta di rivolta si esaurisce nelle generazioni e va fatta ripartire da zero, prima che una persona possa arrivare alla quota di scoglionamento limite e cominciare a fare qualcosa si deve girare bruscamente verso il peggio. Il fukù nazionale va ricacciato a calci da ovunque sia venuto.




(thought Leilani, tasting Napalm)

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may our bodies remain
[ lunedì, 05 ottobre 2009 @ tickoftheclock ]



"There is love to be made
So just stay here for this while
Perhaps heartstrings recuscitate
The fading sounds of your life"


Interpol - Public Pervert


Spararsi in tre giorni consecutivi un concerto di Tori Amos psicopornografico, Inglorious Basterds e The Time Traveler's Wife (mi rifiuto di usare il titolo italiano) lascia qualche cicatrice nel cervello.
Quella donna ha una voce che è sesso allo stato puro, acuti compresi e compresi i "fuck" volanti quando sbaglia qualcosa. Non importa se la scaletta non era perfetta o se la pizza al trancio con il formaggio gommoso mi ha ustionato la lingua, ero in trance. E' l'unica donna che può permettersi a quarant'anni inoltrati di infilarsi in un vestito di microfibra turchese, dei fuseaux sberluccicosi e delle scarpe da Rocky Horror e risultare immensamente figa. Sarò diventata mezza sorda dopo un quarto d'ora, ma quello che le esce dalle labbra riesce a toccare qualche punto dentro, da farti rizzare i peletti sulle braccia persino quando si limita a parlare. Inutile dire che la mia preferita è stata Winter, durante la quale ho stoicamente resistito all'istinto di raggomitolarmi in posizione fetale sul pavimento (sozzo) del teatro ricordando tutte le volte che l'ho ascoltata (when you gonna love you as much as I do?) e per quale motivo.

E con la testa ancora piena di musica sono affondata su un sedile polveroso a farmi torturare d'ansia da Tarantino. Se avessi avuto ancora le unghie le avrei morse via. Solitamente i nazisti al cinema sono quasi macchiettistici. Crudeli e pazzi. Hans Landa invece è lucido. Un vero ignobile figlio di puttana, ma lucido. Non lo si incula con facilità, non viene squartato meritevolmente e lasciato appeso a un albero, pianifica tutto.
Tranne la fuga di Shosanna e la fine del Reich, ma anche senza di lei le cose sarebbero andate allo stesso modo. I Bastardi del titolo alla fine si vedono ben poco, ma quando si vedono è sicuro che te li ricorderai. Stupendo Eli Roth che spunta da una galleria sbattendo la mazza da baseball sulle pareti, Brad Pitt che fa un discorsetto alla Ezechiele 25:17 prima di incidere artisticamente svastiche sulla fronte dei superstiti, Mélanie Laurent che mangia strudel a fianco dell'assassino della sua famiglia - ed è la sola che riesce a non tradirsi con lui. Impagabile la scena in cui tortura Diane Kruger chiedendo ai suoi tre molto poco italici accompagnatori da dove vengano. Io sarei già fuggita zoppicando verso l'uscita chiedendo pietà, in piena consapevolezza di essere stata scoperta per la seconda volta. Tarantino riesce a fare con un attore mainstream tipo Brad Pitt quello che Tim Burton non fa mai con Depp: non costruisce il film in modo che giri intorno a lui. Ci avesse piazzato un Ugo qualsiasi il personaggio sarebbe stato scritto allo stesso modo.

Il buffo del cinema è che riesce a condizionarti. Dopo un film come questo si esce esaltati, dopo il taglia&cuci (non del tutto malriuscito) del libro della Niffenegger sei così depresso che ti lanci senza remore su una piadina all'una di notte e vuoi dormire con qualcuno che ti abbracci e possibilmente la lucina accesa.
Oltre che farti un pianterello. O sette. Niente in confronto alla scure depressiva del libro originale, sia chiaro, but still. Vedere Henry DeTamble su celluloide che parla di Clare (una Clare un tantino più irritante di quella cartacea) a sua madre in metropolitana ti stringe il cuore. Tutto di Henry stringe il cuore. Non importa se Eric Bana, per quanto stia bene mezzo nudo per tre quarti di film, c'entri poco e niente, non importa se hanno tagliato alcuni personaggi ed edulcorato altri (Gomez, che grande amicone che sei), una bella storia non si può stravolgere più di tanto e anche se semplificata è ugualmente dolce e triste. Persino una certa persona, che mi prendeva allegramente per il culo per questa scelta quasi chickflick, ha condiviso con me la cappa di gloom una volta usciti dal cinema.
Il risultato di questo insieme contrastante di estasi musicofila, film violenti e storie da tè caldo e biscottini mi sta regalando sogni confusi e popolati da assurde entità munite di scure, qualcuno mi dia una playstation e Beatles Rockband così mi disintossico. S'il vous plaît.

(thought Leilani, tasting Napalm)

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My fake plastic love
[ domenica, 27 settembre 2009 @ tickoftheclock ]



"And if I could be who you wanted
If I could be who you wanted,
All the time, all the time"


Radiohead - Fake Plastic Trees


Farsi una doccia calda a mezzanotte con Jonny Greenwood i Radiohead può essere considerata una forma di autoerotismo, immagino, perchè mi sento tutto il corpo vibrare. Da Fake Plastic Trees che non riesco più a togliermi da sotto la pelle a Idioteque, con l'acqua bollente che mi scioglie i muscoli della schiena, il cervello pieno di parole e le dita che scivolano in circoli tra i capelli.
Saranno le chitarre, sarà Thom Yorke biondiccio nel carrello della spesa, o quel "if I could be all you wanted" ma mi addolcisce notevolmente, quasi da fare le fusa, come uno di quei baci non-famelici che ti accarezzano le labbra per mezz'ora anzichè divorartele e poi ti fanno quasi male, ma non te ne frega niente.
La musica agisce sul mio cervello e sulle mie terminazioni nervose like a subliminal fuck e non ci posso fare niente. Dopamina automaticamente disciolta nelle vene senza effetti collaterali e stanno ancora a prescrivere il Ritalin.

Mad mad world e io che sono una persona notturna ogni tanto devo chiamarmene fuori, ho sempre trovato la luce del sole violenta e il buio accogliente, nella vita precedente devo essere stata un gufo ma lo saprò con sicurezza solo dopo aver assaggiato un topo, suppongo. Se così fosse spiegherebbe perchè mi piace stare sveglia quando tutti dormono, con i capelli bagnati e la musica, da sola ma non in solitudine, come il Bobby Morrow di Michael Cunningham. Like being alive and being dead at the same time.

Dovrei smettere di fumare, specialmente di farlo a pancia in giù sul letto buttando la cenere sul parquet, mentre ho gli occhi chiusi e la mente da un'altra parte. Un giorno mi brucerò l'altra metà di sopracciglio e rimarrò senza, dovrò tatuarmele o disegnarle di volta in volta come Amanda Palmer. Amanda Palmer che al momento è da qualche parte probabilmente con Neil Gaiman e non riesco a immaginare una cosa più carina.
Certe volte è come se tutto quello che ho letto, visto e ascoltato in ventitrè anni di vita mi avesse scolpita un pezzo alla volta rendendomi quella che sono e mi servissero altri trent'anni di immagini, parole e suoni per liberare dal marmo i pezzi mancanti. La sensazione che sarei stata una persona diversa se non avessi mai visto Harold e Maude o se mia madre da bambina non mi avesse fatto ascoltare Cat Stevens.
Non mi amo sempre, ma se c'è una cosa di cui sono grata è di essere venuta su così. La weirdo che sta sveglia di notte a leggere Onfray e a sublimare energia sessuale in note musicali, anche se balbetto e dico cose senza senso e mi imbarazzo spesso. E non figlia di un Volonté qualsiasi il cui culmine delle settimane e dei mesi è un picchetto antiabortista davanti a un ospedale. Grazie Dioniso, graziegraziegrazie.

(thought Leilani, tasting Napalm)

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creep
[ mercoledì, 23 settembre 2009 @ tickoftheclock ]



"It doesn’t matter what people tell you. It doesn’t matter what they might say. Sometimes you have to leave home. Sometimes running away means you’re headed in the exact right direction."

Alice Hoffman, Practical Magic

I'm a creep, I'm a weirdo. Mostriciattoli di tutto il mondo, ascoltatela adesso e fatene tesoro, fatene la vostra colonna portante, perchè tra poco vi verrà strappata dalla dimensione Radiohead in cui tutti noi freak antisociali ed elitisti prosperiamo e consegnata in mano a Vasco per farne una cover all'italiana.
No, non sto scherzando.
E' uno dei segni dell'Apocalisse prossima ventura predetta dai Maya, insieme alla nascita di una bambina a tre teste in India e alle mucche che producono latte cagliato. Qualcuno incolperà come al solito le streghe ma vi dico già che non sono stata io, io ero impegnata a umiliarmi pubblicamente in un'aula che non trovavo e a prendere nonostante questo trenta. Sucate, voi che mi stavate giudicando per la mia tremante incoerenza da donna con  un esaurimento nervoso sulle spalle a forma di Thom Yorke.
I want(ed) a perfect body, I want(ed) a perfect soul. Una volta era così ma è già ieri e me lo sto buttando alle spalle insieme ai doposbronza venuti dagli inferi che mi mancavano tanto.
Oscillo tra Tura Satana e Spud. Ho voglia di chupa chups alla ciliegia intinti nella metanfetamina, ma mi accontenterò delle barrette ai cereali e di un po' di pace mentale, di libri e di succo d'albicocca bevuto al tavolino insieme a un'amica, di film che ho accumulato da un mese e ancora non sono riuscita a vedere.

Come Otto; or, up with dead people, perchè amo Bruce LaBruce ed un film dentro al film con orge splatter interpretato da uno zombie gay e diretto da una lesbica decadentista mi ha già conquistato dal concept, oltre a costituire un rifugio perfetto dal mondo esterno. Quello in cui figure politiche con la faccia siliconata fingono di essere state ingiustamente malmenate dopo aver aggredito a loro volta, stavolta sul serio, delle donne per le quali dicono di lottare. Niente mostra quanto la nostra cultura abbia rispetto per la figura femminile come saltare addosso a un paio di loro e cercare di spogliarle, dopotutto.
Certe volte ho come l'impressione che estremizzare la mia già radicata tendenza da outsider non sia esattamente una cosa cattiva. Non avevo gatti neri che mi seguivano fino in classe - solo occasionali farfalle che mi venivano a leccare il sale dalla pelle - né crani di cavallo inchiodati alla porta di casa per tenere lontani gli estranei, tuttavia mi sono sempre sentita una bambina Owens.

E ho sempre avuto questa strana voglia di correre, come se stare nello stesso posto troppo a lungo mi facesse sentire senz'aria. Certe persone sono rassicurate da un mondo che resta sempre uguale a sé stesso, dalle tradizioni e dalle consuetudini, altre si sentono a casa ovunque e non si sentono a casa mai. Sempre secondo i Maya dovrei tutto questo alla disposizione astrale come tutte le altre Kibray e forse è così.
I'm the changeling, see me change.

(thought Leilani, tasting Napalm)

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that's what you ask of me
[ sabato, 19 settembre 2009 @ tickoftheclock ]



got me a movie
i want you to know
slicing up eyeballs
i want you to know
girlie so groovy
i want you to know


the pixies - debaser


procrastino con addosso una coperta-pelliccia viola e questo è già indicativo del mio stato mentale alterato dalla mancanza di sonno e dal mio passatempo preferito, aka essere crudele con me stessa.
ho tanto freddo, credo troppo considerata la realtà fatta di gente che passa sotto la mia finestra in sandali.
credo di starmi di nuovo ammalando. non dormo. sono così bianca da essere invisibile per tanta gente, si vede, perchè mi sbattono addosso frequentemente. o forse sono io che mi muovo troppo lenta o i milanesi che battono i liguri quanto a inciviltà. c'è troppa luce. mi sta bucando la retina, non riesco a tenere gli occhi aperti. riempitemi di vodka e lasciatemi dormire. vi prego. solo dormire.
non chiedo altro.
dormire, mentre fuori piove, sepolta in questa coperta. solo cinque minuti.
i pixies sono altamente indicati in questi momenti di fase preallucinatoria.
solo debaser. over and over again.
mentre perdo l'uso delle maiuscole, il senso delle parole. hanno scambiato le mie sigarette alla liquirizia per sigari chiedendomi gentilmente di spegnerle (possibilmente non addosso a biondi mostriciattoli viziati), ma ne ho fumate abbastanza perchè l'odore mi rimanesse nei capelli. si mischia bene con l'aroma di coffeeshop che è rimasto sulla mia canottiera nonostante il lavaggio, tuttavia - e sono troppo stanca per farmi una seconda doccia.

l'uomo statua ha un colorito più sano, ci dovrebbe essere uno sconto per anemici ai fanculo dello specchio.
e comunque. ora esco. si fottano le pagine che ho da fare, le stronzate a cui dovrei pensare, i problemi che mi dovrei fare. io vuole vodka me va a prendere.



(thought Leilani, tasting Napalm)

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Jim Carroll 1950-2009
[ lunedì, 14 settembre 2009 @ tickoftheclock ]



“We spend most of our time and energy in a kind of horizontal thinking. We move along the surface of things... but there are times when we stop. We sit sill. We lose ourselves in a pile of leaves or its memory. We listen and breezes from a whole other world begin to whisper.”


Mi auguro che ovunque egli sia ci siano ancora la nudità e il respiro delle stelle e sia tutto bellissimo, che sia finito nello stesso posto di River Phoenix e di David Foster Wallace, di Allen Ginsberg e di Fernanda Pivano, di Lester Bangs e Hunter Thompson.
Solo lui poteva morire l'undici settembre, quando tutta New York guardava da un'altra parte. Mi mancherà, come ti mancano quegli sconosciuti che però conosci e ami e di cui rileggi all'infinito le frasi migliori chiedendoti che suono avrebbero se potessi ascoltarle dalle loro corde vocali.
Tutto questo talento ci sta morendo intorno e mi fa sentire triste.

(si accoda Patrick Swayze, morto di cancro. Secondo me è l'Apocalisse e noi poveri stronzi ci troveremo incastrati qui con Brunetta e Renzo Bossi, vedrete)

(thought Leilani, tasting Napalm)

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Protège-moi de mes désirs
[ venerdì, 11 settembre 2009 @ tickoftheclock ]


(© 蛙式大人 on flickr)

And if we don't behave
They'll cut us down again
And we'll be hopping round on one foot
And looking through one eye

Hedwig and the Angry Inch - Origin of Love


Sono uno strano animale e me ne rendo conto, con il mio cervello che non si ferma mai e il mio corpo perso da qualche parte. Con il mio amore per tutto e la mia insofferenza di fondo per quello che contraddice il mio solido senso etico da Capricorno. Avere una mente razionale e credere nelle fate. Ogni tanto mi viene il dubbio di essermi riassorbita una gemella mentre galleggiavamo nel liquido amniotico, volevamo essere due persone e poi ci abbiamo ripensato, e un giorno troverò le prove sotto forma di una palletta di capelli e unghie annidata da qualche parte. L'omogeneità è un valore sopravvalutato, mi dissero.
Anche con Brian Molko ho un rapporto di amoreodioamore, ma stamattina mentre avanzavo nel sole controvoglia Protège-moi era una meraviglia. Potrebbe sembrare una canzone triste, ma non lo è, c'è una sorta di autocompiacimento che fa pensare non voglia veramente essere protetto - perchè a volte una vena di decadenza è necessaria per mantenere una dignità e non trasformarsi in Pollyanna.

A volte è solo eleganza di assecondarsi, per non farsi divorare dentro dalla Grande Macchina Sociale che ci vuole produttivi e non contemplativi, dalla personalità put-on, come Barbie quando cambia i vestiti. Accettarsi nei propri slanci, nelle proprie apparenti contraddizioni, richiede tempo. E io sarò sempre quella che bestemmia quando rovescia lo Chardonnay sul vestito da mille euro, che si esalta quando scopre musica nuova (oggi Thomas Tallis, courtesy of Sir Terry Pratchett, che morirebbe pacifico ascoltandone le composizioni nel suo giardino - e io un uomo così lo amo nel profondo, barba bianca e tutto) e non riesce mai a ricordarsi i titoli degli album.
Poi è vero, c'è anche chi pensa, tra le altre cose, che una donna che dice parole come "scopare" si sminuisca e in unico stesso volo pindarico rivendica l'uso di termini violenti più consoni alle marche che pensa gli donino stile, ma da questo genere di dandysmo imitato vorrei prendere le distanze in quanto insincero e macchiettistico. La volgarità non è questione di sillabe e l'eleganza non si compra con dei mocassini, mon Dieu.

A volte bisogna amarsi un po'. Non si può essere crudeli con se stessi per sempre, a volte scambiando la percezione degli altri con la verità e a volte proiettando sugli altri la paura che ci vedano per quello che non riusciamo ad accettare. A volte baciare lo specchio con le labbra socchiuse non è segno di ipertrofia dell'ego, come non lo è prendersi del tempo per ascoltare ad occhi chiusi note mai sentite. Premere il tasto pausa, perchè non siamo formiche e soprattutto perchè sono sicura che i violini piacerebbero anche a loro, se avessero una frequenza meno assordante.

(thought Leilani, tasting Napalm)

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welcome to paradise
[ domenica, 06 settembre 2009 @ tickoftheclock ]



Aggiornamento rapido dalla terra di nessuno:

  • il pub a cui stiamo scroccando la connessione strappandomi allo studio di Fustel de Coulanges ha appena messo su Tori Amos - è un segno della dea, così come le figurine di Dylan (abbella Dylaaan) nell'anta del mio armadio;
  • ho pulito per otto ore consecutive e l'odore di Chanteclaire non se ne andrà mai più dai miei capelli (però in compenso ho un bicipite da paura dovuto allo sgrassamento intensivo del forno - mai pulito in cinque anni si presume, almeno a giudicare dalle macchie di grasso che formavano la parola "fottetevi" - e il culetto sodo a conseguenza dello squatting per levare i diciotto strati di polvere sotto ai mobili);
  • la nostra casa è già il regno dei post-it;
  • siamo senza frigorifero e la fame ci spingerà a pescare nel naviglio come i vecchi coraggiosi,
  • se mangio altro sushi mi trasformo in un crotalo a dadini;
  • mi mancava vivere da sola, ah quanto mi mancava <3
  • mi manca molto anche la mia famiglia, comprese le cazziate continue, ma credo che il nostro menage familiare ne gioverà proprio grazie alla distanza;
  • sono così tranquillamente ignara di ciò che succede nel mondo grazie all'esclusione da internet, che sto quasi diventando pucciosa;
  • abbiamo una diga sotto casa talmente rumorosa che sto diventando sorda dall'orecchio destro
Prima o poi avremo Fastweb in casa, ma fino ad allora viva la salsiccia fredda con patate innaffiata di vodka.

(thought Leilani, tasting Napalm)

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i tedeschi sono andati via
[ sabato, 29 agosto 2009 @ tickoftheclock ]



"Slave screams he spends his life learning conformity
slave screams he claims he has his own identity
slave screams he's going to cause the system to fall
slave screams but he's glad to be chained to that wall"


NIN - Happiness in slavery


Siamo tutti sotto tiro e stando a Videocracy l'èlite di questo paese di buffoni ha la suoneria di Faccetta Nera. Accoltellamenti, pestaggi, stupri, incendio doloso come primitiva forma di segnale. Mi chiedo se la prossima volta ci proveranno con la gente dentro o se non hanno le palle o la pazzia di avere qualche centinaio di persone sulla coscienza e volevano solo sboroneggiare.
Un paese dove i giornalisti vengono denunciati per aver fatto delle domande e la gente, forse davvero rincoglionita da anni di droga catodica, sembra non battere ciglio. Dove, a quanto pare, esiste un'ordinanza che prevede in caso di aborto (anche spontaneo) l'opzione "funerale da 3000 euro" o "fossa comune" per il feto.
Però la gente è felice così, almeno in teoria. I nuovi valori sono questi. Come multare le donne che fanno il bagno vestite da puffo anzichè in bikini perché i bambini potrebbero rimanere traumatizzati da una donna vestita. Come se non fosse calpestare la dignità delle donne anche trattarle come puttane dietro e davanti agli schermi e non solo recluderle.

Come se delle donne fregasse qualcosa a qualcuno.
La Carfagna tempo fa aveva affermato che non c'era bisogno di una legge che punisse l'omofobia perchè "anche loro sono discriminati, ma così come lo sono ancora le donne, gli anziani, i disabili, i bambini". In effetti ha ragione, non importa a nessuno né delle donne, né dei bambini e del modo in cui vengono tirati su, né dei disabili (tolta la Coscioni), né tantomeno degli anziani. Figuriamoci degli attentatori alla morale cristiana, non sia mai, si tornerebbe al medioevo, come dice Buttiglione.

Ho visto Irréversible incrociandolo proprio al momento sbagliato - quello della violenza e della crudeltà e dell'umiliazione - e mi ha infettato il cervello. Stupro in tempo reale e, giuro, sembra vero. Vorrei cancellarlo dalla mia retina insieme a quella fottuta sensazione di impotenza e di paralisi e di incredulità. And it is kind of funny things you think at times like these, like I haven't seen Barbados, so I must get out of this.
Oh, well. C'è da sentirsi fortunate se ti accade in età prescolare e vieni blandita anziché insultata e picchiata fino a rendere la tua faccia una poltiglia irriconoscibile.
E molta gente non ne ha idea. Non è come nei porno, non è che in fondo non sia nulla di che. Non è "hot", come viene definito su youtube da qualche quattordicenne mangiato dai brufoli. Non è un avvenimento raro - ogni giorno c'è una vittima, non succede solo "alle belle donne" come insinua qualche nano priapico, non si dimentica, non te la vai a cercare, non se lo merita nessuno - se non forse gli stupratori stessi che in galera (sempre che ci finiscano, in galera) potrebbero incorrere nelle ire di un grosso nigeriano molto dotato e dalla scarsa delicatezza. Il pensiero quasi mi fa sorridere. Sarà un mio limite, ma non riesco più a considerare persona un uomo dopo che si è procurato una macchia del genere. Non vedo redenzione all'orizzonte.
Non per un uomo che odia le donne. Uno di quei sadici vigliacchi insicuri del proprio uccello.
Lentamente questo distacco si sta allargando a macchia d'olio e mi concentro sul mio microcosmo, lasciando sempre più indietro rabbia e indignazione. Forse un giorno arriverò anche io a trovare la felicità nella schiavitù, ma per ora mi sento molto di più il ratto che cerca di abbandonare la nave prima che affondi.

(thought Leilani, tasting Napalm)

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