"We can't afford to do anyone harm
because we owe them our lives
each breath is recycled from someone else's lungs
our enemies are the very air in disguise"
Ani DiFranco - Looking for the holes
Siamo tutti collegati, in un modo o nell'altro. Condividiamo lo stesso pianeta, la stessa atmosfera e la stessa astrusa specie d'appartenenza. Non capisco come qualcuno possa entrare così facilmente nel campo PA (Problema Altrui) e non battere ciglio quando si tratta di schedare ragazzini come delinquenti senza che abbiano il tempo materiale per diventarlo, non capisco il termine minoranza perchè sta diventando un sinonimo di massa di minorati con conseguente tronfio disprezzo della maggioranza, non capisco dove sta andando questo posto e di che razza di merda si stia riempiendo.
Sono un piccolo pixie ignaro con i capelli che riflettono la luce del sole nelle rare volte in cui mi ci espongo facendo della mia testa un piccolo neon rossiccio catarinfrangente.I'm an accident waiting to happen, parafrasando il gruppone appena visto dalla Use, ma di fronte a queste cose sono insospettatamente uscita da Wonderland sbattendo le ciglia, e non da una sua versione cupa e distorta come quella raccontata in Tideland dove la povera Jeliza-Rose si trova a vagare per i primi undici anni della sua vita, ma da una in cui non è concepibile giocare a Giano bifronte con questa scioltezza.
Preferisco mettere la testa per un po' in mondi dove la gente di Krikkit ("l'idea di un universo non si accordava con la loro visione filosofica delle cose. Era, in altre parole, un'idea intollerabile. E così, nel loro modo simpatico, affascinante, intelligente o se volete strano, decisero di distruggere l'universo stesso")* è confinata sotto una cappa impenetrabile e non vive al piano di sotto.
Nelle orecchie uno strano mix di Misfits e Mötley Crüe a coprire buffi omini tarchiatelli che boccheggiano attraverso uno schermo tv mentre infilo nella borsa qualche oggetto contundente in caso i miei amabili connazionali decidano di pescare i prossimi bersagli da una boccia piena di bigliettini ed esca il pezzetto di carta sbagliato. Thunderbird mi propone attraverso uno spammaggio piuttosto curioso un invito a trasferirmi in America da parte di gay.tv, per una volta dando la priorità a qualcosa di diverso dalla cellulite o dagli allungapene a pompa svedesi per 3.95 € - di cui ho meno bisogno essendo sprovvista dell'attributo apposito ma attendo con ansia dalla stessa ditta la prima mail sul rigonfiatette ad elio, non sia mai che la gravità prima o poi entri in gioco anche per me.
Purtroppo l'America quanto a psicolabili non se la sta passando meglio, il furore cristiano si presenta sotto forma di marchi a fuoco sul braccio di ragazzini e mi auguro non si voglia imitare questo trend anche qui nel baluardo del vaticanismo. Una parolina di sdegno da parte di Jo per l'uso improprio della croce la gradirei, ma sarà impegnato e non se ne fa niente, mentre i ben più zelanti supporter di queste pratiche no-nonsense contro i perfidi peccatori [va detto che nella sua versione è stato "un modo di dimostrare l'uso dell'oggetto bruciacchiante" e non è specificato che sia stato perchè lo studentello aveva atteggiamenti ambigui, ma è invece chiaro che il povero cristo non ne era proprio felice e contento e prevedibilmente nemmeno i genitori] sono già abbaianti.
Il lato positivo dell'avere tanti libri è che potrò usarne qualcuno per costruire una barricata in caso di bisogno, come Paperino in guerra contro Cip&Ciop, e non mi sentirò in colpa per essere una tassa sulla vita nel fare l'ennesimo trip in libreria - ne va della mia incolumità, in fondo.
Edited to Add: Luttazzi, Ultim'ora:
Solo il 9% degli italiani favorevole al ritorno del Terzo Reich
"The radio is silent
Except for wicked bands
Sounded like the last one
Always in demand
And now the city is off limits
To everyone in blue
Nothing's getting in there
No-one's getting through"
The Fratellis - Milk and Money
Il polo nord è rimasto senza ghiaccio ed io senza sangue.
Mi è ribollito nelle vene per tre giorni di caldo allucinogeno e si è autoeliminato passando per i pori.
Un tocco di maliconoia serale e un lido più fresco non riescono a cancellare dal cervello privato di ossigeno le note di classici anni '80 e lo sbalzo d'umore accompagna quello d'ambiente mentre mi fisso il viso accaldato nello specchio piegando lievemente il collo neovampirizzato.
L'estate nelle grandi città trasforma gli esseri umani in yogurt umidicci e rende l'aria satura di luce violenta e buffe apparizioni di puffi in windsurf e madonne in monociclo, mentre Spiderman prende il tè con un mylittlepony nell'obiettivo di qualcuno mille miglia da qui.
Nemmeno il mezzo litro di CocaCola fresca di MacDonald's con il suo sottobicchiere carico di cubetti di ghiaccio riesce a spezzare l'incantesimo e la sola cosa da fare è arrendersie diventare pazzi.
La salvezza giunge sottoforma di pub con musica retrò, lunghe chiacchierate condite da alcolici al cranberry&vodka e persone pazienti. Serenità zen a colpi di Cat Stevens e bocconi di involtino primavera.
Le zanzare mi hanno sbranata approfiittando del succulento velo di sudore notturno e dalle mani alle gambe sono una costellazione di morsi. Unirò i puntini con una bic e ne verrà fuori il segreto dell'universo, me lo sento. Continuo a ignorare la stupidità dell'umana natura per autodifesa e mi dedico soltanto alla parte più bella di questo mondo sclerotizzato. Alle persone che me lo rendono bello, alle cose che mi regalano pace mentale, alle panetterie e al ritorno al nudismo forzato.
Forse non salverò la Terra come Clark Kent, ma in fondo sono sempre stata più affine a quell'edonista di CatWoman. Vorrei fare la conoscenza del clown (why so serious?) che è costato la vita a un giovane biondo con il sorriso triste ma gli instabili mi rendono nervosa prima di dormire. E compro biglietti per Rent a teatro mentre canticchio sigle di lungometraggi animati come una sbarellata che si rispetti deve fare. Gli asciugamani bagnati nel lavandino e spalmati addosso contengono le ondate di calore che traspirano dal parquet e una pila di libri mi aspetta in caso di insonnia recidiva. E non ho più paura del sole.
I ain't gonna wear the clothes that you like
I'm finally dandy with the me inside
One look in the mirror and I'm tickled pink
I don't give a hoot about what you think"
Weezer - Pork and Beans
Gli esami universitari provocano repentini aumenti di peso e di massa grassa dovuti all'enorme quantitativo di tempo sottratto ad attività più proficue sotto il punto di vista dell'equilibrio psico-fisico e della relativa salute, come attività sociali di vario spessore culturale (concerti, sesso creativo, rassegne cinematografiche, sbronze devastanti con le quali raggiungere l'illuminazione tramite fatine verdi ed angioletti dei campanelli della slitta -cit-) ed autoeducazione, specialmente sotto forma di viaggi di formazione (Amsterdam, here I come! sulle orme di Antò Lu Purk tentando di non tornarne mutilati per eccesso di emulazione) e/o di crescita spirituale (a taste of India, or maybe Thailand).
Anzichè dedicarsi con la dovuta calma ai testi approcciati, come una vera formazione culturale esigerebbe, ci si arrabbatta per memorizzare il più in fretta possibile il più che si può, con il culo poggiato su una sedia e ingurgitando immonde schifezze ultracaloriche ed energy drink per non prendere solenni facciate sulla scrivania causa spossatezza.
Il lato positivo di tutto ciò consiste nel distacco emotivo da tutto quello che esula dalla corrente nevrosi, come la situazione di questo paesello in mano a una manica di buffoni oppure la banalità intrinseca alla cretinaggine del genere umano, che pretende di dare ragione della propria chiusura mentale rivoltando le carte per apparire vittima in quanto persecutore perseguitato. Normalmente ci si trasforma in piccoli Charlie Brown per l'amarezza, mettendo la testa nel sacchetto del pane in segno di protesta, mentre se si è sufficientemente pressati da chili e chili di filosofeggiare antico e moderno, l'inclinazione principale diventa un grande, esplicito Fuck Off che si manifesta allontanandosi saltellando come Woodstock, felici nella propria ignara alienazione. A braccetto con PlatoneSocrateAristoteleGehlenKrüger (non Freddy, il pretaoiolo del '39) compaiono flash sui Cavalieri dello Zodiaco e sulle loro gaie gonnelline, perchè è la cosa più seria alla quale si riesce a pensare.
In fondo non è nemmeno troppo lontano dall'argomento al quale si dovrebbe pensare, essendo che non solo sfrutta la teologia pagana reinterpretata con l'ardore nobilitante che giapanesi e ateniesi sembrano condividere, ma è anche un lungo esercizio mentale sulla pederastia - mai visto un universo più densamente popolato di guerrieri belli e propensi a mettersi le mani addosso, nemmeno 300 era così fangirlwetdream, neppure con gli addominali in CG oliati e depilati. Pausania ci fa una sega, a noi donnini moderni tirati su a Diamond Dust e armature rosa.
E' tardi e l'ansia da ripasso dovrebbe mordermi i polpacci, eppure sono stranamente calma, quasi sedata e comincio a sospettare di aver scoperto le gioie di una nuova combinazione psicotropa derivata dal mix selvaggio di ToroRosso, antidolorifici buttati giù come caramelle e ciambelle. Meno 150 pagine e vado a godermi il trip, sperando di non farmi scoppiare una vena o due nel tentativo, con nell'angolo del cervello il drill sergeant di Full Metal Jacket che ordina al qui presente Soldato Biancaneve di tornare con la faccia nel libro pena l'ingoiamento dello stesso. Per via rettale.
"Breakdown in the shape of things to come
But I'm moving on like a soldier.
And I say now when all is said and done:
It's not ours to break, the shape of things to come."
Audioslave - The Shape of Things to Come
Post inutile e pigro n° salcazzo:
Mattina afosa, colore appena fatto che mi tinge di viola il collo, un saggio su Ragione&Passione in Platone che mi aspetta mentre io rileggo passaggi di Carroll e lascio accesa Rock Tv nella speranza di trovare qualche altra dipendenza. Posso di nuovo fumare e anche se il distributore mi ha rifilato le Lucky Strike Silver anzichè le rosse è già un'immensa consolazione non avere più due dita di placche sulla tonsilla che prendono fuoco appena ne accendo una.
Era intesa come pausa da dieci minuti ma mi hanno fregato con Vince mezzo nudo nel video di Primal Scream ed era troppo che non beccavo i Motley Crue zappingando perciò l'ho preso come un segno divino e ho abbandonato ogni pretesa accademica in favore dello svaccaggio, tentando di non rodere troppo per il fatto di perdermi Iggy e gli Stooges all'Heineken prima che anche lui si arrenda all'età mollando le mosse iguanesche in favore di divano e tv. Mi scorrono davanti musica, immagini e interminabili dibattiti sui Tokyo Hotel (perchè è sempre la preoccupazione principale, a quanto vedo, scannarsi tra giovini fan e più adulti rockettari schifati e discutere sul sesso del cantante e con ciò ringrazio Mosè che mia sorella la prima cotta se la stia prendendo per il bassista dei Rammstein) finchè non mi arriva nelle pupille Come to Daddy facendomi partire brividi gelati lungo la mia sporgente spina.
Se c'è una cosa che mi terrorizza sono i video di Aphex Twin.
Quell'uomo incarna l'idea stessa di genio profondamente disturbato, in confronto la psiche di Van Gogh suggeriva al suo proprietario immagini di micetti paffuti e bambini rosei alla Ann Geddes (che in un certo senso mi inquieta a modo suo, ma è un'altra storia). Una realtà deformata e distorta, come quella che vivono le persone colpite da sindrome di Cotard o di Capgras, non riesco a concepire quanto sia orribile svegliarsi un giorno e credere di aver perso qualcuno senza accorgersi che è ancora lì davanti ai tuoi occhi. Pensieri troppo cupi da partorire sotto un cielo indeciso tra l'abbagliante e il grigio.
Sarà la cattiva influenza della visita di Bush, che spinge per attaccare l'Iran con lo sprezzo del pericolo che solo i deficienti paiono avere in dotazione e, che sia Obama o McCain, non vedo l'ora che lo sbattano fuori prima che combini qualche grosso casino trascinandosi dietro anche la nostra fiera armata Brancaleone. Ahmadinejad non è l'uomo che preferisco al mondo, ma è singolare notare che gli unici ad aver usato le armi nucleari sono proprio gli americani, sganciandole su giapponesi inermi e ignari giusto per vedere che effetto faceva.
Tra le mani ho un pezzo di 1965 in cui il giovane Jim fa degli incubi dei War Children e della paranoia scatenata dalle sirene dopo anni di esercitazioni anti-attacco aereo la motivazione base per mettere in piedi la rivoluzione pacifista.
Che abbiamo bisogno anche noi di qualche intenso sogno crudele per rifiutarci di lasciarci coinvolgere?
Nel frattempo la tv mi riporta nel mondo delle allegre cazzate informandomi di un ritratto di Pete Doherty defunto di recente esposizione e subito dopo mi ritrovo la sua faccia da schiaffi che a dispetto di ogni ammonimento continua ad essere il solito cazzonissimo sè stesso. Un po' c'è da ammirarlo per questo, anche se la mia autodistruttività si è placata a zucchero e nicotina e non ci terrei a fare cambio con la sua.
Ennesima sigaretta e il pacchetto di Oreo arraffato alla Coloniale sotto casa che acquista un aspetto ancora più invitante - certi frammenti d'America non smetterò mai di amarli - nonostante mangiarli da sola sia quasi un crimine. Ora di spegnere lo schermo, ingoiare le cazzate insieme al fumo e tornare al lavoro.
Tra cinque minuti.
(Pulp Fiction by Demonika)
"The government totally sucks, you mother fucker,
The government totally sucks.
Ben Franklin was a rebel indeed,
He liked to get naked while he smoked on the weed,
He was a genious butt, if he was here today,
The government would fuck him up his righteous Aaayyy!"
Tenacious D - The Government Totally Sucks
Che il mondo sia un posto quantomeno bizzarro è una cosa che quasi tutti impariamo fin da quando, sciaguattando ognuno nel proprio pannolino, rincorriamo le follie degli adulti che abbiamo intorno.
Per i più fortunati - quelli cresciuti da individui meno nevrotici della media - lo si apprende qualche anno più tardi, seduti a fare intensive sedute di lobotomia davanti alla Scatola Magica, realizzando finalmente come si usa il telecomando per passare accidentalmente dal Winnie the Pooh che ci ha messo mamma a Cunegonda la Maga Gioconda che finge possessioni spiritiche alla Oda Mae Brown per spennare un poveraccio al telefono. Per alcuni il trauma è incorso beccando una rassegna sui meriti artistici di Tinto Brass, ma il senso è lo stesso.
Una cosa che invece non manca di stupire nell'età adulta è quanto bizzarro possa diventare.
Come Alice oltre lo Specchio il mondo intorno a noi si ribalta fino a premiare comportamenti da noi parametrizzati nell'era Pampers nella lista "infami&imperdonabili" come mentire, negare l'evidenza e mostrare aggressività come metodo d'autoaffermazione mentre inveisce come una cobra incazzoso al quale hanno distrutto il nido contro gente che, sempre da un punto di vista una volta considerato maturo e razionale, non ha fatto un ciufolo per meritarsi il marchio a fuoco dell'anticristo.
I migliori nel prendere bersagli a cazzo di cane basandosi su episodi di acuta paranoia e manie di complotto sono ancora il Centro Culturale San Giorgio (nominato in tivvù durante una puntata di Enigma sul satanismo, ovviamente) e i simpatici figliuoli di Militia Christi, ma anche al governo si difendono bene.
Tra le recenti genialate, la nozione per la quale le prostitute sarebbero una minaccia alla morale pubblica (proprio come sostenevano le lettere mitomaniache firmate Jack the Ripper), dando così un dolce alone di martirio ai puttanieri finora ingiustamente accusati di sfornare infuocate prediche alla Pat Robertson per poi nottetempo fare incongruenti giretti per vialoni alla ricerca di compagnia: dopotutto non è colpa loro se sono fragili, sono quelle sporche e perverse meretrici che li tentano dal bordo del marciapiede.
Magari pure moldave - quindi extracomunitarie - e tredicenni, che come ha già ribadito un esperto in materia tendono a voler incastrare poveri uomini dabbene con le loro oscure arti lolitiche (e cuccatevi anche il corollario omofobo, prontamente immagazzinato in memoria da altri tredicenni come testimoniato dal bff al pride milanese di oggi).
Ma non temete - non tutte le forme di prostituzione sono da considerarsi pericolose per la "pubblica morale". Come illustrato dal nostro beneamato premier, questa è persino applaudita, se non dai soliti satanici laicisti.
Prego notare la grazia con la quale ci si deve chinare ad angolo retto con la schiena ben orizzontale nell'atto di slinguata verso la mano del padrone e la serietà compunta con cui si somministrano le intime leccate verbali.
Magistrale. Nemmeno la compianta Moana Pozzi raggiungeva vette così alte. Mi commuoverei, ma i miei dotti lacrimali sono in sciopero-malattia, che disdetta.
I Kiss in cuffia lamentano di un mondo senza eroi mentre io mi trascino a letto, in attesa di un'altra giornata a fondermi la memoria ingollando RedBull per stare sveglia nonostante l'antibiotico e sperando di sognare Bianconigli. Nice nightmares, y'all.
... o anche No beer and no tv make Homer crazy.
O anche mi sto friggendo il cervello già annebbiato dall'antibiotico su concetti che non sono in grado di assimilare correttamente causa compromissione delle facoltà cerebrali, tonsillite scartavetra maroni e mancanza di sonno da Arancia Meccanica.
Aggiornerò più sensatamente ma per ora...
... questo riassume ampiamente. Crazy? Don't mind if I do!
"It's just me and my own naked self and the stars breathing down. And it's beautiful."
(Ci siamo solo io e la mia nudità e il respiro delle stelle. Ed è magnifico)
Jim Carroll - The Basketball Diaries
Estate. Sole che tramonta tardissimo, cene a base di tramezzini o bruschette preparati direttamente in mutandine floreali e canottiera pipistrellata con tanto di caraffa di tè con ghiaccio già pronta, profumo di autan, aria fresca sulla pelle appena si affacciano le stelle, balconi su cui leggere e fumare riparando ai pomeriggi passati sudando come caimani in giro o su libroni poco digeribili.
Caratteristico anche il tizio di nome Mustafà che ha riempito me e mia sorella di braccialetti, di fatto incastrandoci partendo dalla bimba non ancora abbastanza de-ingenuizzata per opporsi all'arrembaggio così da costringere il resto dell'allegra famigliola a fermarsi, riuscito nell'operazione oltre al sorriso per via delle braccia nude e facilmente afferrabili per attaccarci ammenicoli african-turistici.
Dopo una corsa in ambientazioni miste tra Alice in Wonderland e Labyrinth fatta di piccole scale con tetti sempre più bassi e stanze che contengono altre stanze (altrimenti conosciuta ai profani come università), un improvviso dissanguamento del portafogli dovuto a concause culturali e un'ernia da Das Kapital in borsa (parzialmente ripagata dalla sottile ironia di andarci da MacDonald's, con quel libro, con tanto di rullamento tombale del povero Carlo), mentre facevo da guida turistica alla family ho scovato dietro a uno scaffale semi occultato da Lewis e Jonathan "Jim entra nel campo di basket" di Jim Carroll, così per caso dopo decenni di ricerca. E mi è tornata in mente la versione in VHS, recuperata per miracolo, con me undicenne nel '97 che ad occhi sgranati a pancia in giù sul letto osservava un Di Caprio efebico e ancora bello e pieno di talento nel ruolo che doveva essere di River. Ne ho conservato ricordi confusi ma nel periodo l'ho guardato e riguardato con una sorta di colpevole meraviglia. Mi sono rimasti in testa fotogrammi di autobus, sniffate di colla, ragazzini leucemici ("L'ho guardato e ho visto la morte per la prima volta in vita mia. La sua faccia era magra e rugosa, quasi da scimmia, i capelli a ciuffi grigi quà e là sulla testa. Sembrava vecchio di sessant'anni e ne aveva sedici."), trip in campi di papaveri rossi, punizioni corporali, sesso acerbo, tuffi dall'alto e quella scena stranamente dolce in cui si masturba a mente vuota, nudo sul tetto, guardando le stelle. Ed è un momento profondamente zen, il fare l'amore con l'universo, che mi è rimasto di più. Non le botte, non la droga, non la morte, non il delirio ma una solitaria sega con il cielo che ti respira addosso.
Ed ora eccomelo sotto mano, il diario di un tredicenne american-irlandese degli anni '60 con il pieno entusiasmo di Kerouac che già sapeva scrivere con pura poesia di una vita da bad trip costellata di scuole cattoliche con preti in tonaca, palpeggiamenti di minorenni in sgabuzzini punitivi, conversazioni non richieste con barboni tristi, morte e vita, del Bronx fatto di giovani ebree per bene passeggiatrici di barboncini prima di Jenny from the block e della tamarraggine gangsta, tredici-quattordicenni che scopano di maledetto e senza uno straccio di contraccezione pur essendo cresciuti e allevati negli ancora reprobi anni '50 in culo ai reazionari che cianciano dei bei tempi andati pre-rivoluzione sessuale e pre-'68. Si parla della "guerra" intendendo la seconda guerra mondiale e questo fa sorridere dall'alto del conteggio dei morti di Vietnam, Golfo parte I e II, Afghanistan. Quasi non sembra la vita di qualcuno reale, il mondo è cambiato troppo e la routine di prima è oggi eccesso mentre l'eccesso di prima è oggi routine. C'è chi darebbe la colpa ai germi del rock n roll ma è stato addirittura questo stesso ragazzino ad influenzarne tanto e per caso ho scoperto dopo anni a cosa si riferisse il titolo di Carbona not glue dei Ramones grazie a una delle prime pagine. L'unico catholic boy a cui sono legata da profondo affetto, e prima o poi doveva succedere, incantandomi parlando di stelle e sesso e colla in una sera di quasi estate sotto la pioggia.
La magia dei weekend piovosi conditi a shopping, oreo&latte, ombrellini multicolor, biancheria buffa, gran bei film, sonnellini e sfrusciamenti vari è una gradita bolla di sapone all'interno della quale rifugiarsi lasciando il mondo esterno sbarrato fuori. Al di là della zanzariera, al di là del vetro, al di là del finestrino insieme ai pascoli verdi e fangosi che scorrono sulla retina, magicamente ignari di tutto e tutti.
Inevitabilmente però - come una mina antiuomo ben occultata in uno sterrato perchè una sventurata suola ci si appoggi - capita di trovarsi sotto le dita un quotidiano. Uno qualsiasi, con dentro il compendio delle orribili cazzate, dette o commesse, che ci si era lasciati sfuggire nella propria sfera saponosa di felicità luccicante.
E scopri, con lo stesso pacato sconforto di quando un compagno carogna ti ha ucciso Babbo Natale, che quanto sopra è la scottante verità: le scimmie sono esseri decisamente più furbi e la versione involuta tra le varie strade imboccate dal codice genetico siamo noi.
Prendete i Bonobo, confrontateli con noi e cercate di non farvi prendere da un'acuta depressione mista ad invidia.
Vorrei avere quell' 1,6 % di Dna identico in più. Fanno un sacco di sesso e quando non si stanno dopaminizzando a vicenda mangiano o giocano, ma soprattutto non passano la vita a mordere il sedere agli altri membri della comunità. Non attaccano a sprangate la gente sentendosi autorizzati dalla propria imbecillità ad autoproclamarsi vigilantes non richiesti nella calda sicurezza di chi sa benissimo di rimanere impunito, perchè in fondo il popolino tifa per lui. Non vandalizzano, non stuprano, non predicano tutta una vita contro alcuni dei propri simili accusandoli di rappresentare il degrado della razza umana per poi intascare mazzette. Non si sleccano servilisticamente a vicenda nel comune obiettivo di fare della discriminazione un manifesto, rilanciandosi l'un l'altra complimentoni per le perle partorite con fatica dallo stretto anello di muscoli da cui viene solitamente un certo tipo di logica, spesso e volentieri sbucando in vicoli bui e marcescenti di ipocrisia con tanto di barbone ubriaco che spande urina nell'angolo ["Le coppie che adottano bimbi non sono vere coppie, perché sono tali solo quelle che procreano", "Non c'è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili e che per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare" ah sì? E lei signorina ha figli? Ovviamente no, figuriamoci se può permettersi una smagliatura su quel bel culo proprio quando rimanda a D'Agostino la palla per farselo incensare a sua volta].
Il nostro problema, qui dalla parte della barricata dove arrivano gli sputi in faccia, è una desolante mancanza di supereroi. Niente X-Men per la difesa dei mutanti a scariche elettriche generate da Ororo Munroe e niente Justice League con Batman e Robin che mazziano nottetempo gli squadristi.
Il Coniglio Nero della morte può sorprenderci alle spalle in qualsiasi momento ma spero che prima che scocchi l'ora qualcuno metta su un team di ghostbusters per aspirapolverare l'idiozia e la bigottaggine dai cervelli della gente prima che si trasformino in patetici droni che sottoscrivono qualsiasi provvedimento violento in nome della triade (diopatrieffamiglia) boccheggiando come amebe quando il resto del mondo li manda, giustamente, a svernare in Siberia. Giusto un'aspiratina e via, pic-indolor, promesso. Venimmo, Vedemmo e Inculammo come dicono le immortali parole di Bill Murray e l'unica cosa che rimpiango è di non averlo mai visto maroccato.
"If there's something strange
in your neighborhood
Who ya gonna call?
GHOSTBUSTERS!"
Ray Parker Jr - Ghostbusters
"I can feel you in my veins, runnin' hot
I went out and stole a new pair of shoes
Some pocket money and a place to go
Now we gotta get up and scream at the
Top of our lungs like it was gonna die"
Iggy Pop - Something wild
So che qualcuno si aspetterebbe da me un resoconto inferocito delle recenti visite papesche, ma ho avuto il buonsenso di darmi alla macchia e così mi sono fatta due giorni di cazzeggio puro in quel di Torino, buttando completamente i cinque chili di libri che devo digerire e, a dispetto della mancanza di sonno (we'll sleep when we're dead) e della pioggia, mi sono infilata in una maglietta blasfema pescata a caso dal cassetto e in una felpa semi-emo portando via il mio tartassato corpo da pinguina.
I treni rallentano e vengono mutilati per ragioni imperscrutabili, gli elicotteri solcano il cielo e mi trovo seduta in un vagone vicino a una signora che bofonchia contro gli immigrati pieni di pidocchi mentre attendo di trovarmi ove mi scarrozzeranno gentilmente in macchina, per una volta evitando il brivido di dormire in stazione.
Le città italiche fredde e bagnaticce sono sempre una cosa meravigliosa.
Le Fnac imboscano i bagni in ogni divisione mentre i pizzettari torinesi hanno un modo buffo di servirti ("salve, vorrei un pezzo al salame" "salame? no te lo do al prosciutto va""ma..." "prosciutto ho detto!"), i bancarellari vendono aggeggi di metallo dal nome ilareinquietante di "orgasmatron" e uno ha insistito per farmelo provare, fortunatamente in testa perchè già mi stavo preoccupando.
Il mio cervello è ancora abbastanza fottuto e non mi sento la gola, ma è stato divertente, compresi i 60 gradi dell'Hiroshima, la schiuma nei capelli e le gomitate in testa perchè sono tutti tragicamente più alti di me.
E Caparezza è un Genio, così come "Dorothy".
Ed è infinitamente buffo andare contromano alle quattro del mattino in mezzo a stuoli di libere professioniste senza rendersene conto. Dio benedica i porcari che vendono panini salsiccia e scamorza in piena notte, in mezzo all'assalto di discotecari vari, nonostante causino rincoglionimento retroattivo se mangiati dopo aver sudato come caimani saltellando e urlando con temperature infernali.
Ora sono qui a drogarmi di ibuprofene a botte di 200 mg e le responsabilità accademiche si allontanano belando come gioiose caprette che saltano steccati. Il Secolo XIX se ne sta quieto in un angolino con stampato sopra a caratteri cubitali l'ammonimento contro il laicismo e non riesco a non sorridere nella mia idolatria, coccolandomi la tonsilla gonfia e i muscoli indolenziti da altri corpi che ti piastrano in quel delirio collettivo che è il pogo. Cause we're alive and free.
E non c'è niente che ti faccia apprezzare la vita quanto viverla e sono felice di non aver mai disfatto completamente la valigia negli ultimi tre mesi.
Don't cry
Don't raise your eye
It's only teenage wasteland"
The Who - Baba O'Riley
Non c'è cosa più singolare, tornando da due giorni e mezzo di sospensione dall'ingoiamento forzato di pagine munita di dolciumi e calma zen (unita a un torpore da sonno perduto che dona quello sguardo placido et bovino caratterizzante una mente finalmente sedata dalla dopamina), che imbattersi scivolando nel traffico nell'enorme palco costruito per il PapaTour. Volantini ovunque, traffico bloccato, soldi che svolazzano per l'aere dotati di amorevoli alucce bianco panna. Per assistere alla messa, 8 euros. Non so se sia un'iniziativa del comune o dell'ufficio marketing dello stesso divo in prada shoes ma la trovo una cosa imbarazzante.
Que no, que no canta en un grupo de rock, no hace cine ni televisión, es el lider de una religión diceva una canzone. Ma si sborsano ugualmente dindini per assistere alle sue comparsate live. Meno di Bono Vox (*he's not the record holder, he's the record*) ma più dell'ultimo cd dei Nine Inch Nails. Di questi tempi Trent Reznor è l'unico profeta che parla gratis e Thom Yorke chiede oboli irrisori, converrebbe a molti convertirsi al rock n roll se si è in cerca di risposte.
Fra altri duemila anni, sempre a meno che non riusciamo ad annientare la nostra specie prima, forse qualcuno disseppellirà un iPod da 80 giga carico di album e si ripeterà come mantra il testo di Stairway to heaven conservandone un vinile in teche di diamante perchè ci si possano fare pellegrinaggi, mentre in templi a forma di Fender si sentirà risuonare The Great Gig In The Sky perchè nessuno tema la morte.
Per ora alzare il volume di Baba O'Riley suonata live molti anni prima che io nascessi, a coprire una tv accesa che manda in loop informazioni sulle prossime tappe dell'aspirante Darth, è una scarica di ormoni positivi.
Saggezza mistica sulle ferite verbali avvolta in melodie che hanno accarezzato ormai tre generazioni di persone. Non c'è modo migliore per neutralizzare tutto il veleno e lasciare il circo fuori dalla porta.
Mi immergo negli anni sessanta seguendo Chris Chambers e Gordie Lachance che cementano un legame tra le lacrime reciproche da dodicenni orgogliosi, meravigliandomi insieme a loro di come Teddy Duchamp ami suo padre nonostante gli abbia bruciato sulla stufa entrambe le orecchie e con Vern Tessio che corre sui binari con il treno alle spalle.
Ed entrambe le mie spine nel cuore, la musica che ti stacca dal corpo e i racconti che ti tagliano in due per la loro ustionante verità, mi hanno insegnato una stessa lezione. Anche quando ti ripetono che non vali niente, ignorali e vai avanti con la testa alta. Sempre. E, possibilmente, bucagli un timpano con le casse dello stereo.
"Oh baby baby it's a wild world,
it's hard to get by just upon a smile
Oh baby baby it's a wild world,
and I'll always remember you like a child, girl"
Cat Stevens - Wild World
Salvo acquazzoni estivi che riportano la temperatura a livelli umanamente sopportabili devo fare i conti con il fatto che è arrivato il caldo e che gli Eurocity a volte - qui in Italia soprattutto - hanno il condizionatore scassato. Devo dire che è poetico sudare letteralmente sul libro di antropologia filosofica (che M.a.C. è pure ratzingherese), per di più sudare ROSSO perchè avendo appena tinto i capelli il mio cuoio capelluto tinge tutto il sale di un bel colore sanguinolento.
Sono stata immersa tra tedeschi, svedesi, mature signore indiane, ragazze con occhi verdi e mani piccole ed accenti incomprensibili con adorabili trecce dagli elastici coordinati ai vestiti, manager africani con laptop e adoro il fatto che il mondo si stia mescolando così tanto da generare questi mix.
Pelle scoperta ovunque e di ogni tonalità.
Tuttavia, c'è gente che resta eroicamente aggrappata alla felpa come me ai miei anfibi, compreso l'omino nient'affatto menomato che è salito sul tram armato di cassa e microfono per urlare la canzone tiamotiiiiaaaaamo e che non riusciva a non ridere con noi due davanti che gli sbottavamo in faccia poco rispettosamente, anche se come ha sottolineato Summer felpa con cappuccio a trenta gradi e occhiali a specchio servivano più a non farsi riconoscere che altro. Notevole la tipica sciura che tenta di coinvolgermi nelle sue lamentele sul giovinastro che non è "vestito come un povero" e io che vorrei rimarcare le sue mutande bucate che spuntano dai pantaloni ma sono troppo occupata a non sghignazzare anche sul suo sdegno. Pazzoide dove sei, già ci manchi.
La pizza all'una di notte è sempre più buona ma anche all'ombra delle colonne con avvistamenti di creste e giovini metaller anni '80 con piglio da Sebastian Bach e il faccino da quindicenni ha un buon sapore.
Tra favole a puntate, sorrisi illanguiditi, il camminare scalza sul parquet caldo cantando Baby Baby dei Vibrators e shakerando le mutandine a fiori la domenica mi è scivolata addosso e non ho prevedibilmente assimilato troppo delle idee del mio docente sulla natura umana ma stranamente l'orologio che accelera non mi spaventa come dovrebbe.
Sarà la rinnovata joie de vivre o gli effetti postumi dell'alcol che ho mandato giù venerdì sera convinta poi che le teste di leone scolpite sulla facciata di un palazzo volessero masticarmi, non lo so.
Quello che so è che si guarisce da qualsiasi cosa con il tempo e farei meglio a godermi la mancanza di scazzo finchè dura, mettere su un altro cd e spalmarmi sul pavimento a leggere il Mucchio con il mio sorriso ebete dipinto sulle labbra.
La primavera è deliziosa. Calore, umidità, fiori. Insetti che si infiltrano gioiosi nel lucernaio del tuo bagno mentre tu, creatura insonnolita, ti aggiri in calzini a righe e magliettona dei Doors per raggiungere il sacro spazzolino senza immaginare cosa si possa aggirare nell'aere. Come un'ape che ti entra nei capelli, forse scambiandoti per un fiore di camomilla grazie all'analogo shampoo - e bisogna essere alquanto orbi essendo che una camomilla rosso rame ancora la devo vedere - e tu ancora più ignara li scuoti tra varie imprecazioni che spaziano dal classico invito a una sessione di anal alle più creative pratiche orientali, pensando sia una mosca, per poi alzare la faccia e trovarti davanti quella creaturina scema anch'essa a righe che ti guarda indignata.
Non che tu possa distinguere una faccia lì in mezzo, ma sai che ti sta guardando così e non ti resta che zompare all'indietro spalancando gli occhi inebetita per battere in ritirata. Perchè la prima volta mi ha ronzato tra le chiome e non mi ha punta ma non mi andava di sfidare la fortuna, proprio no.
Nonostante questo, c'è chi ha risvegli peggiori. Come Dr Tran.
Io non vorrei irritanti voci americofone che urlazzano sui miei cereali portandomi letteralmente all'esasperazione.
Detto ciò sono sull'orlo di una serissima decisione traslocatoria e leggere annunci è sempre divertente data la grande quantità di gente che cerca chi è disposto a pagare in natura con coloratissime perifrasi.
I soldi scarseggiano per tutti e alcuni la trovano una comoda soluzione, ma non ne sarei in grado. Sarebbe tutto più semplice se vivessi nel mondo HBO dove puoi trovare un appartamento ad affitto bloccato con vista sul parco scrivendo di sesso per una rivista e passando il 90% del tuo tempo a girellare per New York City, mentre io ho sono un'italica a corto di vil denaro a cui piacerebbe tanto discutere di sessuologia con i lettori di Vanity Fair et similia per poi scialare tutto in Dr Martin's e Converse anzichè in Manolo Blanic (che tanto ormai il prezzo è quasi lo stesso), ma è costretta a trovarsi un'occupazione meno divertente, visto che non ho parenti in terre sconosciute disposti a lasciarmi eredità nel testamento in cambio di una notte in un castello infestato.
Il che è decisamente una seccatura, visto e considerato che ho sempre voluto farmi i capelli come la moglie di Frankenstein e abitare in un labirinto di pietra su tre piani con appesi alle pareti ritratti di antenati sanguinari. Meno male che ho i MiniOreo come piccola endovenosa di felicità e appagamento mnemonico a salvarmi dalla lugubre morsa dell'ansia pre-esame, lasciandomi i piccoli spazi masticosi per complottare le prossime rivoluzioni. La vita può essere dura ma qualche volta camminare sulle nuvolette rosa da iperglicemia combinata è splendido.
Disclaimer: questo blog contiene oscenità, volgarità, sesso, musica, alcol, rock n'roll, paganesimo, demenza, anarchia, insurrezione, devastazione e spirito hippy. Se avete un problema con una di queste cose o siete fondamentalisti/mormoni/
testimonidigeova fareste meglio a tornare indietro. Adesso.
Me
ho ingoiato Mary Poppins e l'ho buttata giù con dosi elevate di Sangue di Giuda. Felicemente scapigliata e alquanto edonista. In love with dead people.
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