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« Life plays so many games inside of me, and i've had some distant cries, following. »questo blog contiene oscenità, volgarità, sesso, musica, alcol, rock n'roll, paganesimo, demenza, anarchia, insurrezione, devastazione e spirito hippy. Se avete un problema con una di queste cose o siete fondamentalisti/mormoni/ testimonidigeova/ciellini fareste meglio a tornare indietro. Adesso. me
![]() ho ingoiato Mary Poppins e l'ho buttata giù con dosi elevate di Sangue di Giuda. Felicemente scapigliata e alquanto edonista. In love with dead people. Assassinante cerbiatti. Affetta da contagiosa "perversione spirituale" neodiagnosticata. Nonostante ciò, Gesù continua a dare ragione a me. Sucate. J'adore
l'anarchia emotivale menti aperte gli alcolici gli zuccheri la mia famiglia allargata la Red Bull la musica alta da far sanguinare le orecchie le persone indipendenti i cuneesi al rum Je déteste
l'ipocrisia baciaculistico revisionista, colta e incoltaperbenisti, moralisti e altre bestiacce i passivo-aggressivi i piagnucoloni cronici i salutisti sprezzanti i paternalismi chi è incapace di superare i propri pregiudizi Schizofrenia Musicale
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[ giovedì, 19 novembre 2009 @ tickoftheclock ] ![]() "Oh the clever things I should say to you They got stuck somewhere Stuck between me and you" Ida Maria - I like you so much better when you're naked A volte mi sento come Carolyn Burnham, che si fa venire un esaurimento nervoso in una casa vuota e poi si prende a schiaffi dandosi della bambina per riprendere la sua maschera da donna-carroarmato. American Beauty non è un film, è un monito. Per tutti noi maniaci dell'autocontrollo, per le supernove racchiuse in strisce di pelle con le cuciture che minacciano di saltare dai confini delle costole. Ingoiare tutto non è sempre la soluzione migliore ma a volte è l'unica possibile. O meglio così uno si ripete, mentre si spazzola i capelli fino a frantumarseli e si pianta lo spazzolino nelle gengive con più forza di quanto dovrebbe, bestemmiando schiuma di mentadent. Eccetto la breve ma coraggiosa incursione di un fidanzato impavido, sono bloccata nella stessa stanza da più di una settimana in compagnia del mio virus e con una momentanea trasformazione nella maschera di Brazil, sinceramente una delle esperienze meno divertenti della mia vita, tanto per poter spuntare le caselline cortisone e steroidi dalla lista di roba che il mio organismo s'è ciucciato nell'ultimo anno e mezzo. Il trucco è cercare di non pensare a tutto quello che mi sono persa grazie alle falle nel mio sistema immunitario. Credo mi sia bastato svegliarmi con la faccia semiparalizzata, affrontare anche una svolta alla Jack Torrance sarebbe troppo per una sola settimana. Ammazzo la noia leggendo di Bunny Munro che si autodistrugge con la sua ossessione per la vagina e del povero bambino che si tira dietro (perchè anche questo genere di pervertiti produce dei figli, anche se non è minimamente in grado di prendersene cura, pensateci quando storcete il naso davanti ai distributori della durex fuori dalle scuole) e sparandomi per intero le prime tre stagioni di The Office. Ho sentito abbastanza disavventure da ufficio per sapere che non è un prodotto di fantasia, ma se mi date una scrivania vicino a quella di Dwight posso anche starci. Una fonte di divertimento sadico costante, sotto forma di tortura psicologica ai danni di un giganerd vagamente asociale con aspirazioni di dominazione aziendale, sembra essere la chiave per mantenere la salute mentale. Voglio diventare un personaggio secondario di Julien Temple o di Nick Cave. Una colorata idiozia anni '80 quale sono ha solo bisogno di una spinta per scrollarsi di dosso gli sterili doppiozero e vuotare la sua coattaggine su un mondo impreparato. Ore e ore di youtube con la febbre oltre i 38 a guardare provini falliti del grande fratello e politica interna (il che è pericolosamente la stessa cosa) mi ha fatto domandare cosa ne sarebbe stato di me se fossi stata un po' meno freak e un po' più popolarmente cretina. Forse sarei stata più felice se fossi stata convinta che la mia più grande aspirazione poteva essere infilarmi un paio di pantaloncini strizzacellulite di lamè dorato e masticare virgosol a bocca aperta davanti a una telecamera con un povero cristo che cerca di tirarmi fuori una frase intelligente, mentre io vago per il mondo convinta che London si scriva L'ohndon e che il mio motto sia la mia simpatia. Poi la febbre mi passa e mi viene solo voglia di mangiarmi una tavoletta di ritter sport alle nocciole per allontanare la strisciante disperazione. (thought Leilani, tasting Napalm) [ disinnesca || commenti (9) ]
[ domenica, 08 novembre 2009 @ tickoftheclock ] ![]() "We talk about it all night long We define our moral ground But when I crawl into your arms Everything comes tumbling down" Nick Cave & The Bad Seeds - The Ship Song Chiunque sia così folle da voler chiedere la mia gelida mano dal polso ossuto in handfasting o simili cerimonie, dovrà tenere conto delle maledizioni ancestrali che pesano sul mio albero genealogico come un gufo ciccione. Da una parte c'è un considerevole talento nello sfuggire alle grinfie della morte, ove la mia personale aggiunta è testimoniata dall'abilità con la quale ho schivato un televisore catodico di svariati chili che mi stava per sfondare il cranio nel lontano 1990, dall'altra non sembriamo capaci di evitare gli ospedali per un tempo superiore ai quattro mesi e le tare ereditarie (problemi di pressione, cancro, patologie psichiatriche varie, manie depressive, suicidi - la media della famiglia Addams insomma) abbondano come il botulino sulla faccia di Madonna. Da noi la fatina dei denti regala Xanax e l'unico motivo per il quale ho smesso di curare la mia pluriennale insonnia con il Laroxyl è perchè quel maledetto del neurologo non mi ha avvertito che fa ingrassare come maiali, cosa che mi avrebbe tolto il sonno più di quanto la chimica odierna possa riparare. Oltre alle bizzarrie ereditarie, ci sono quelle esclusivamente mie: orgogliosa probabile capostipite di una lunga tradizione di freak. Non saranno mai in grado di colpire un pallone da pallavolo, ma sapranno milioni di gustosi aneddoti su qualsiasi oscuro argomento non adatto alle cene di lavoro. Mentre le altre bambine progettavano staccionate bianche, collane di perle e tacchi alti io ero trincerata dietro a un muro di carta stampata a sognare di diventare una menade come Maryanne in True Blood (magari meno l'epilessia), tormentando i mortali in attesa di un tributo in alcohol. Sono cose da tenere in considerazione, perchè la normalità tende a fuggire quando si tratta dei miei cromosomi e i miei futuri eventuali pargoli saranno portatori delle stesse assurdità. Il che può anche essere divertente, per chi ha il giusto senso dell'umorismo. Quello e l'essere disposti a raccogliere capelli rossi da ogni anfratto della casa per il resto della vita, senza menzionare quelli che si insinuano in vestiti, cuscini, tazze, persino biancheria intima. Un giorno si raccoglieranno per formare una nuova specie, utilizzando i gatti di polvere come collante, un golem al retrogusto di shampoo all'albicocca, ma state pur certi che se questa è la cosa più strana che vi capita vivendo con me, siete stati abbastanza fortunati da cacciare quel gufo panciuto giù dal ramo abbastanza velocemente. (thought Leilani, tasting Napalm) [ disinnesca || commenti (10) ]
[ lunedì, 26 ottobre 2009 @ tickoftheclock ] ![]() "Sitting in an English garden waiting for the sun. If the sun don't come, you get a tan From standing in the English rain." Beatles - I am the walrus Il Dente si è svegliato, Campanellino mi svolazza sulla testa armata di ago e filo proponendomi allegramente di cucirmi la gengiva per ripicca e tracanno novalgina come Hemingway mandava giù whiskey (when you are cold and wet what else can warm you?). Masticare lampadine sarebbe meno doloroso. Per coccolare un cervello sconvolto ho attivato il buco nero succhia neuroni che è The Beatles: Rockband e mi faccio venire calletti sulle dita a forza di pigiare tastoni plasticosi mentre Lucy è nel cielo con i diamanti, comprendendo non senza sorpresa che in fondo John Lennon mi fa sesso pure in pixel e così pure il sempre sottovalutato George Harrison, saranno le orecchie. La musica cinquant'anni fa era molto meno incazzata. Sembrava contasse di più montarsi come pecorelle e farsi stupendi trip colorati succhiando tulipani. La mia indole ormonalmente iperattiva e poco violenta ringrazia di aver finito il liceo prima che andasse di moda lo stupro di gruppo e il marchio a fuoco. Sogno ad occhi aperti una collaborazione tra un regista a caso fra Tarantino, Eli Roth e Rodriguez con i Rammstein per il video di Waidmanns Heil, che peraltro è destinata a spaccare culi live per la gioia di chi può andare in Tedeschia a vederseli, 'sti bastardi che si rifiutano (a ragione immagino) di suonare qui. Dato lo stato delle mie finanze, in Deutschland al massimo posso andarci con questi mezzi, dandomi nel frattempo come obiettivo del mese di rispolverare il mio pessimo francese e di imparare da zero virgola uno la lingua dei manzi per potergli mandare un colorato cazziatone in due lingue che sembrano apprezzare. Liebe ist fur alle da, ma in special modo per chi ha inventato la Novalgina e chi si batte ogni giorno per l'uso medico delle erbe di madre natura, che ora non sarebbero un'idea malvagia. Musica e cinema come sempre mi salvano la psiche o forse me la stanno lentamente guastando e sono talmente assuefatta da non accorgermene, come sosterrebbe il Moige, ma hanno il mio cuore dai tempi di Biancaneve sadomaso e ora è tardi per riconvertirmi alle appassionanti nenie sui piccioni.(thought Leilani, tasting Napalm) [ disinnesca || commenti (18) ]
[ lunedì, 12 ottobre 2009 @ tickoftheclock ] ![]() "que los llevan por donde les conviene y es nuestro sudor lo que los mantiene los mantiene comiendo pan caliente ese pan es el pan de nuestra gente dame dame dame dame todo el power para que te demos en la madre gimme gimme gimme gimme todo el poder so I can come around to joder " Molotov - Gimma tha power Chainsmoking, con la testa a Santo Domingo/Ciudad Trujillo grazie a Junot Diaz. Io ci credo, nel fukù. Credo alle maledizioni portate avanti per generazioni, alle superstizioni di paese e ai metodi della nonna per scacciare gli spiriti maligni, al fatto che più che con l'Europa noi italiani, maestri dell'arrangiarsi e del malocchio quanto dell'essere sfruttati, abbiamo cose in comune con i sudamericani, ma questa è la mia opinione di testolina malata cresciuta a strisce di Quino e traviata da Medina Reyes. Sono bianca come un A4 e delicata come ogni topo di biblioteca, ma quando leggo le parti di Lola mi ci rivedo, a leggere storie di fuga come La Collina dei conigli e a progettarne di mie senza un vero perché, fortunatamente più simile a lei che a Oscar. L'ho presa da mio padre, come un germe. Siamo tutti la combinazione di decine di altri e quando sforneremo a nostra volta piccoli esseri umani con gli occhi grandi loro avranno dentro qualcosa di noi, che siano ossessioni, artriti, nei o bisogni primari che non siamo mai riusciti a soddisfare e che abbiamo passato di mano perché possano finalmente essere liberati. Una vita sola non è mai abbastanza. Per ottenere una storia decente devi trascinarne frammenti attraverso il sangue di un paio di secoli di schizzi di te stesso, come avresti dovuto essere. E devi dare spallate a tutti gli aspiranti Trujillo di questo mondo, che se pensiamo di essere capitati male con un ninfomane mafiosetto possiamo dirci che almeno abbiamo già dato con il mascellone una cinquantina d'anni fa e a questo più di certi livelli non è lecito mirare per leggi storiche. E' che la spinta di rivolta si esaurisce nelle generazioni e va fatta ripartire da zero, prima che una persona possa arrivare alla quota di scoglionamento limite e cominciare a fare qualcosa si deve girare bruscamente verso il peggio. Il fukù nazionale va ricacciato a calci da ovunque sia venuto. (thought Leilani, tasting Napalm) [ disinnesca || commenti (8) ]
[ lunedì, 05 ottobre 2009 @ tickoftheclock ] ![]() "There is love to be made So just stay here for this while Perhaps heartstrings recuscitate The fading sounds of your life" Interpol - Public Pervert Spararsi in tre giorni consecutivi un concerto di Tori Amos psicopornografico, Inglorious Basterds e The Time Traveler's Wife (mi rifiuto di usare il titolo italiano) lascia qualche cicatrice nel cervello. Quella donna ha una voce che è sesso allo stato puro, acuti compresi e compresi i "fuck" volanti quando sbaglia qualcosa. Non importa se la scaletta non era perfetta o se la pizza al trancio con il formaggio gommoso mi ha ustionato la lingua, ero in trance. E' l'unica donna che può permettersi a quarant'anni inoltrati di infilarsi in un vestito di microfibra turchese, dei fuseaux sberluccicosi e delle scarpe da Rocky Horror e risultare immensamente figa. Sarò diventata mezza sorda dopo un quarto d'ora, ma quello che le esce dalle labbra riesce a toccare qualche punto dentro, da farti rizzare i peletti sulle braccia persino quando si limita a parlare. Inutile dire che la mia preferita è stata Winter, durante la quale ho stoicamente resistito all'istinto di raggomitolarmi in posizione fetale sul pavimento (sozzo) del teatro ricordando tutte le volte che l'ho ascoltata (when you gonna love you as much as I do?) e per quale motivo. E con la testa ancora piena di musica sono affondata su un sedile polveroso a farmi torturare d'ansia da Tarantino. Se avessi avuto ancora le unghie le avrei morse via. Solitamente i nazisti al cinema sono quasi macchiettistici. Crudeli e pazzi. Hans Landa invece è lucido. Un vero ignobile figlio di puttana, ma lucido. Non lo si incula con facilità, non viene squartato meritevolmente e lasciato appeso a un albero, pianifica tutto. Tranne la fuga di Shosanna e la fine del Reich, ma anche senza di lei le cose sarebbero andate allo stesso modo. I Bastardi del titolo alla fine si vedono ben poco, ma quando si vedono è sicuro che te li ricorderai. Stupendo Eli Roth che spunta da una galleria sbattendo la mazza da baseball sulle pareti, Brad Pitt che fa un discorsetto alla Ezechiele 25:17 prima di incidere artisticamente svastiche sulla fronte dei superstiti, Mélanie Laurent che mangia strudel a fianco dell'assassino della sua famiglia - ed è la sola che riesce a non tradirsi con lui. Impagabile la scena in cui tortura Diane Kruger chiedendo ai suoi tre molto poco italici accompagnatori da dove vengano. Io sarei già fuggita zoppicando verso l'uscita chiedendo pietà, in piena consapevolezza di essere stata scoperta per la seconda volta. Tarantino riesce a fare con un attore mainstream tipo Brad Pitt quello che Tim Burton non fa mai con Depp: non costruisce il film in modo che giri intorno a lui. Ci avesse piazzato un Ugo qualsiasi il personaggio sarebbe stato scritto allo stesso modo. Il buffo del cinema è che riesce a condizionarti. Dopo un film come questo si esce esaltati, dopo il taglia&cuci (non del tutto malriuscito) del libro della Niffenegger sei così depresso che ti lanci senza remore su una piadina all'una di notte e vuoi dormire con qualcuno che ti abbracci e possibilmente la lucina accesa. Oltre che farti un pianterello. O sette. Niente in confronto alla scure depressiva del libro originale, sia chiaro, but still. Vedere Henry DeTamble su celluloide che parla di Clare (una Clare un tantino più irritante di quella cartacea) a sua madre in metropolitana ti stringe il cuore. Tutto di Henry stringe il cuore. Non importa se Eric Bana, per quanto stia bene mezzo nudo per tre quarti di film, c'entri poco e niente, non importa se hanno tagliato alcuni personaggi ed edulcorato altri (Gomez, che grande amicone che sei), una bella storia non si può stravolgere più di tanto e anche se semplificata è ugualmente dolce e triste. Persino una certa persona, che mi prendeva allegramente per il culo per questa scelta quasi chickflick, ha condiviso con me la cappa di gloom una volta usciti dal cinema. Il risultato di questo insieme contrastante di estasi musicofila, film violenti e storie da tè caldo e biscottini mi sta regalando sogni confusi e popolati da assurde entità munite di scure, qualcuno mi dia una playstation e Beatles Rockband così mi disintossico. S'il vous plaît. (thought Leilani, tasting Napalm) [ disinnesca || commenti (12) ]
[ domenica, 27 settembre 2009 @ tickoftheclock ] ![]() "And if I could be who you wanted If I could be who you wanted, All the time, all the time" Radiohead - Fake Plastic Trees Farsi una doccia calda a mezzanotte con Saranno le chitarre, sarà Thom Yorke biondiccio nel carrello della spesa, o quel "if I could be all you wanted" ma mi addolcisce notevolmente, quasi da fare le fusa, come uno di quei baci non-famelici che ti accarezzano le labbra per mezz'ora anzichè divorartele e poi ti fanno quasi male, ma non te ne frega niente. La musica agisce sul mio cervello e sulle mie terminazioni nervose like a subliminal fuck e non ci posso fare niente. Dopamina automaticamente disciolta nelle vene senza effetti collaterali e stanno ancora a prescrivere il Ritalin. Mad mad world e io che sono una persona notturna ogni tanto devo chiamarmene fuori, ho sempre trovato la luce del sole violenta e il buio accogliente, nella vita precedente devo essere stata un gufo ma lo saprò con sicurezza solo dopo aver assaggiato un topo, suppongo. Se così fosse spiegherebbe perchè mi piace stare sveglia quando tutti dormono, con i capelli bagnati e la musica, da sola ma non in solitudine, come il Bobby Morrow di Michael Cunningham. Like being alive and being dead at the same time. Dovrei smettere di fumare, specialmente di farlo a pancia in giù sul letto buttando la cenere sul parquet, mentre ho gli occhi chiusi e la mente da un'altra parte. Un giorno mi brucerò l'altra metà di sopracciglio e rimarrò senza, dovrò tatuarmele o disegnarle di volta in volta come Amanda Palmer. Amanda Palmer che al momento è da qualche parte probabilmente con Neil Gaiman e non riesco a immaginare una cosa più carina. Certe volte è come se tutto quello che ho letto, visto e ascoltato in ventitrè anni di vita mi avesse scolpita un pezzo alla volta rendendomi quella che sono e mi servissero altri trent'anni di immagini, parole e suoni per liberare dal marmo i pezzi mancanti. La sensazione che sarei stata una persona diversa se non avessi mai visto Harold e Maude o se mia madre da bambina non mi avesse fatto ascoltare Cat Stevens. Non mi amo sempre, ma se c'è una cosa di cui sono grata è di essere venuta su così. La weirdo che sta sveglia di notte a leggere Onfray e a sublimare energia sessuale in note musicali, anche se balbetto e dico cose senza senso e mi imbarazzo spesso. E non figlia di un Volonté qualsiasi il cui culmine delle settimane e dei mesi è un picchetto antiabortista davanti a un ospedale. Grazie Dioniso, graziegraziegrazie. (thought Leilani, tasting Napalm) [ disinnesca || commenti (17) ]
[ mercoledì, 23 settembre 2009 @ tickoftheclock ] ![]() "It doesn’t matter what people tell you. It doesn’t matter what they might say. Sometimes you have to leave home. Sometimes running away means you’re headed in the exact right direction." ― Alice Hoffman, Practical Magic I'm the changeling, see me change. (thought Leilani, tasting Napalm) [ disinnesca || commenti (6) ]
[ sabato, 19 settembre 2009 @ tickoftheclock ] ![]() got me a movie i want you to know slicing up eyeballs i want you to know girlie so groovy i want you to know the pixies - debaser procrastino con addosso una coperta-pelliccia viola e questo è già indicativo del mio stato mentale alterato dalla mancanza di sonno e dal mio passatempo preferito, aka essere crudele con me stessa. ho tanto freddo, credo troppo considerata la realtà fatta di gente che passa sotto la mia finestra in sandali. credo di starmi di nuovo ammalando. non dormo. sono così bianca da essere invisibile per tanta gente, si vede, perchè mi sbattono addosso frequentemente. o forse sono io che mi muovo troppo lenta o i milanesi che battono i liguri quanto a inciviltà. c'è troppa luce. mi sta bucando la retina, non riesco a tenere gli occhi aperti. riempitemi di vodka e lasciatemi dormire. vi prego. solo dormire. non chiedo altro. dormire, mentre fuori piove, sepolta in questa coperta. solo cinque minuti. i pixies sono altamente indicati in questi momenti di fase preallucinatoria. solo debaser. over and over again. mentre perdo l'uso delle maiuscole, il senso delle parole. hanno scambiato le mie sigarette alla liquirizia per sigari chiedendomi gentilmente di spegnerle (possibilmente non addosso a biondi mostriciattoli viziati), ma ne ho fumate abbastanza perchè l'odore mi rimanesse nei capelli. si mischia bene con l'aroma di coffeeshop che è rimasto sulla mia canottiera nonostante il lavaggio, tuttavia - e sono troppo stanca per farmi una seconda doccia. l'uomo statua ha un colorito più sano, ci dovrebbe essere uno sconto per anemici ai fanculo dello specchio. e comunque. ora esco. si fottano le pagine che ho da fare, le stronzate a cui dovrei pensare, i problemi che mi dovrei fare. io vuole vodka me va a prendere. (thought Leilani, tasting Napalm) [ disinnesca || commenti (10) ]
[ lunedì, 14 settembre 2009 @ tickoftheclock ] ![]() “We spend most of our time and energy in a kind of horizontal thinking. We move along the surface of things... but there are times when we stop. We sit sill. We lose ourselves in a pile of leaves or its memory. We listen and breezes from a whole other world begin to whisper.” Mi auguro che ovunque egli sia ci siano ancora la nudità e il respiro delle stelle e sia tutto bellissimo, che sia finito nello stesso posto di River Phoenix e di David Foster Wallace, di Allen Ginsberg e di Fernanda Pivano, di Lester Bangs e Hunter Thompson. Solo lui poteva morire l'undici settembre, quando tutta New York guardava da un'altra parte. Mi mancherà, come ti mancano quegli sconosciuti che però conosci e ami e di cui rileggi all'infinito le frasi migliori chiedendoti che suono avrebbero se potessi ascoltarle dalle loro corde vocali. Tutto questo talento ci sta morendo intorno e mi fa sentire triste. (si accoda Patrick Swayze, morto di cancro. Secondo me è l'Apocalisse e noi poveri stronzi ci troveremo incastrati qui con Brunetta e Renzo Bossi, vedrete) (thought Leilani, tasting Napalm) [ disinnesca || commenti (9) ]
[ venerdì, 11 settembre 2009 @ tickoftheclock ] ![]() (© 蛙式大人 on flickr) And if we don't behave They'll cut us down again And we'll be hopping round on one foot And looking through one eye Hedwig and the Angry Inch - Origin of Love Sono uno strano animale e me ne rendo conto, con il mio cervello che non si ferma mai e il mio corpo perso da qualche parte. Con il mio amore per tutto e la mia insofferenza di fondo per quello che contraddice il mio solido senso etico da Capricorno. Avere una mente razionale e credere nelle fate. Ogni tanto mi viene il dubbio di essermi riassorbita una gemella mentre galleggiavamo nel liquido amniotico, volevamo essere due persone e poi ci abbiamo ripensato, e un giorno troverò le prove sotto forma di una palletta di capelli e unghie annidata da qualche parte. L'omogeneità è un valore sopravvalutato, mi dissero. Anche con Brian Molko ho un rapporto di amoreodioamore, ma stamattina mentre avanzavo nel sole controvoglia Protège-moi era una meraviglia. Potrebbe sembrare una canzone triste, ma non lo è, c'è una sorta di autocompiacimento che fa pensare non voglia veramente essere protetto - perchè a volte una vena di decadenza è necessaria per mantenere una dignità e non trasformarsi in Pollyanna. A volte è solo eleganza di assecondarsi, per non farsi divorare dentro dalla Grande Macchina Sociale che ci vuole produttivi e non contemplativi, dalla personalità put-on, come Barbie quando cambia i vestiti. Accettarsi nei propri slanci, nelle proprie apparenti contraddizioni, richiede tempo. E io sarò sempre quella che bestemmia quando rovescia lo Chardonnay sul vestito da mille euro, che si esalta quando scopre musica nuova (oggi Thomas Tallis, courtesy of Sir Terry Pratchett, che morirebbe pacifico ascoltandone le composizioni nel suo giardino - e io un uomo così lo amo nel profondo, barba bianca e tutto) e non riesce mai a ricordarsi i titoli degli album. Poi è vero, c'è anche chi pensa, tra le altre cose, che una donna che dice parole come "scopare" si sminuisca e in unico stesso volo pindarico rivendica l'uso di termini violenti più consoni alle marche che pensa gli donino stile, ma da questo genere di dandysmo imitato vorrei prendere le distanze in quanto insincero e macchiettistico. La volgarità non è questione di sillabe e l'eleganza non si compra con dei mocassini, mon Dieu. A volte bisogna amarsi un po'. Non si può essere crudeli con se stessi per sempre, a volte scambiando la percezione degli altri con la verità e a volte proiettando sugli altri la paura che ci vedano per quello che non riusciamo ad accettare. A volte baciare lo specchio con le labbra socchiuse non è segno di ipertrofia dell'ego, come non lo è prendersi del tempo per ascoltare ad occhi chiusi note mai sentite. Premere il tasto pausa, perchè non siamo formiche e soprattutto perchè sono sicura che i violini piacerebbero anche a loro, se avessero una frequenza meno assordante. (thought Leilani, tasting Napalm) [ disinnesca || commenti (14) ]
[ domenica, 06 settembre 2009 @ tickoftheclock ] ![]() Aggiornamento rapido dalla terra di nessuno:
(thought Leilani, tasting Napalm) [ disinnesca || commenti (6) ]
[ sabato, 29 agosto 2009 @ tickoftheclock ] ![]() "Slave screams he spends his life learning conformity slave screams he claims he has his own identity slave screams he's going to cause the system to fall slave screams but he's glad to be chained to that wall" NIN - Happiness in slavery Siamo tutti sotto tiro e stando a Videocracy l'èlite di questo paese di buffoni ha la suoneria di Faccetta Nera. Accoltellamenti, pestaggi, stupri, incendio doloso come primitiva forma di segnale. Mi chiedo se la prossima volta ci proveranno con la gente dentro o se non hanno le palle o la pazzia di avere qualche centinaio di persone sulla coscienza e volevano solo sboroneggiare. Un paese dove i giornalisti vengono denunciati per aver fatto delle domande e la gente, forse davvero rincoglionita da anni di droga catodica, sembra non battere ciglio. Dove, a quanto pare, esiste un'ordinanza che prevede in caso di aborto (anche spontaneo) l'opzione "funerale da 3000 euro" o "fossa comune" per il feto. Però la gente è felice così, almeno in teoria. I nuovi valori sono questi. Come multare le donne che fanno il bagno vestite da puffo anzichè in bikini perché i bambini potrebbero rimanere traumatizzati da una donna vestita. Come se non fosse calpestare la dignità delle donne anche trattarle come puttane dietro e davanti agli schermi e non solo recluderle. Come se delle donne fregasse qualcosa a qualcuno. La Carfagna tempo fa aveva affermato che non c'era bisogno di una legge che punisse l'omofobia perchè "anche loro sono discriminati, ma così come lo sono ancora le donne, gli anziani, i disabili, i bambini". In effetti ha ragione, non importa a nessuno né delle donne, né dei bambini e del modo in cui vengono tirati su, né dei disabili (tolta la Coscioni), né tantomeno degli anziani. Figuriamoci degli attentatori alla morale cristiana, non sia mai, si tornerebbe al medioevo, come dice Buttiglione. Ho visto Irréversible incrociandolo proprio al momento sbagliato - quello della violenza e della crudeltà e dell'umiliazione - e mi ha infettato il cervello. Stupro in tempo reale e, giuro, sembra vero. Vorrei cancellarlo dalla mia retina insieme a quella fottuta sensazione di impotenza e di paralisi e di incredulità. And it is kind of funny things you think at times like these, like I haven't seen Barbados, so I must get out of this. Oh, well. C'è da sentirsi fortunate se ti accade in età prescolare e vieni blandita anziché insultata e picchiata fino a rendere la tua faccia una poltiglia irriconoscibile. E molta gente non ne ha idea. Non è come nei porno, non è che in fondo non sia nulla di che. Non è "hot", come viene definito su youtube da qualche quattordicenne mangiato dai brufoli. Non è un avvenimento raro - ogni giorno c'è una vittima, non succede solo "alle belle donne" come insinua qualche nano priapico, non si dimentica, non te la vai a cercare, non se lo merita nessuno - se non forse gli stupratori stessi che in galera (sempre che ci finiscano, in galera) potrebbero incorrere nelle ire di un grosso nigeriano molto dotato e dalla scarsa delicatezza. Il pensiero quasi mi fa sorridere. Sarà un mio limite, ma non riesco più a considerare persona un uomo dopo che si è procurato una macchia del genere. Non vedo redenzione all'orizzonte. Non per un uomo che odia le donne. Uno di quei sadici vigliacchi insicuri del proprio uccello. Lentamente questo distacco si sta allargando a macchia d'olio e mi concentro sul mio microcosmo, lasciando sempre più indietro rabbia e indignazione. Forse un giorno arriverò anche io a trovare la felicità nella schiavitù, ma per ora mi sento molto di più il ratto che cerca di abbandonare la nave prima che affondi. (thought Leilani, tasting Napalm) [ disinnesca || commenti (25) ]
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